Avvento 2023

In principio è la Parola di Dio

 

“E’ stata la parola di Dio per prima a rompere il silenzio, a dire il nostro nome, a dare un progetto alla nostra vita “

C.M.Martini, In principio la parola 1981

 

La parola di Dio nel nostro cammino di fede e di sequela del Signore

“come sopportare questa distanza schiacciante tra la parola del Vangelo, che ci sembra portare in sé tutta la speranza del mondo, e questa realtà nella quale ci ritroviamo con un senso di tanta mediocrità?”

Card. Lustiger, Arcivescovo di Parigi

 

Ci sono tre atteggiamenti errati in cui noi possiamo incorrere dinanzi alla Parola di Dio:

 

*Atteggiamento occasionalistico: e partiamo dalla parola di Dio come occasione per parlare delle nostre cose

 

*Atteggiamento didascalico: fare della Parola di Dio una occasione per far vedere quello che ho studiato, ma la parola di Dio resta chiusa in sé stessa

 

*Atteggiamento sfiduciato: è complicato accompagnare la gente alla frequentazione della parola di Dio. Viviamo la frenesia dell’azione, un’impazienza dettata dall’ottenere tutto e subito a breve scadenza, una brama di apparire per avere risultati affinché io abbia chiaro di non aver fallito, ho bisogno di mostrare che la mia vita sia servita qualcosa.

 

Ciò che ferisce i ministri ordinati in questo tempo: in alcuni contesti parrocchiali ci viene detto che è sconveniente parlare di Gesù oggi. I temi della formazione hanno come riferimenti, le questioni sociali di vario genere, che vanno dai poveri, alla emergenza educativa, ma a volte pare che venga sottolineato che sia quasi “disturbante” parlare di Gesù.

 

In questo contesto dobbiamo accompagnare la gente nell’accostarsi alla Parola di Dio, ma con uno stile particolare: guardare all’azione del seminatore: la fiducia, la pazienza, la speranza.

 

Il tempo di avvento ci doni la grazia di fissare lo sguardo sulla decisione irrevocabile di Dio di essere per noi: nella notte di Natale ascolteremo ancora questa verità: “E il Verbo si è fatto carne. Il Padre in Gesù ha preso su di sé tutte le conseguenze del mistero dell’Incarnazione, ha preso su di sé anche il rischio di essere ammutolito: il silenzio della nascita del figlio di Dio a Betlemme, fino alla “Parola” della Croce.

 

Ma è proprio da qui, dal silenzio della Croce che si sprigiona la potenza della Parola di salvezza, proprio perché Gesù non ha avuto paura di donarsi fino alla fine, per questo la Parola è risuonata in tutto il mondo, vincendo la morte, il male. La Parola di Dio diventa parola di salvezza e di misericordia.

 

Perché la parola risuoni è necessario vigilare: come?

Preghiera con la Parola:

In Avvento, Tutte le mattine dal lunedì al venerdì, per chi lo desidera, alle ore 6:40, in cappella maggiore, preghiera liturgica delle lodi mattutine.

 

Dal primo giovedì di avvento in poi, alle ore 18:45 in cappella maggiore, ci sarà la celebrazione del Vespro, al posto della lettura a breve verrà letto il Vangelo della domenica successiva a cui seguirà la proposta di Lectio. Poi si concluderà la celebrazione del vespro e ognuno andrà nella propria camera per continuare la preghiera sulla parola di Dio.

Alle ore 21:00 tutta la comunità aprirà l’Adorazione fino alle ore 22:00 che si concluderà con la celebrazione della preghiera di Compieta.

Ogni primo giovedì del mese, si seguirà lo stesso schema e come da tradizione, ci sarà l’adorazione notturna fino alle ore 7:00 del mattino successivo.

 

Vigiliamo sulle nostre parole.

 

Evitiamo la maldicenza (**vedi testo su San Filippo Neri) per diventare capaci di bene-dire

Evitiamo la volgarità del linguaggio per diventare capaci di un cuore puro

Evitiamo la parola falsa per essere nella verità

Evitiamo la vanagloria per crescere nell’umiltà

 

Due testimonianze:

  • 13 dicembre ore 21:00

 

Prof. Don Riccardo Battocchio, rettore del collegio Capranica: “Il dialogo nel Sinodo, una speranza possibile nella chiesa”.

 

Prof. Vincenzo Rosito, docente alla gregoriana di scienze sociali: “Quale dialogo oggi nella società, nelle istituzioni, cattolicesimo e vita urbana”

 

  • 18 dicembre: “Dì solo una parola e… sarai carcerato! Testimonianze da parte dei cristiani perseguitati

 

  • ** racconto tratto dalla vita di San Filippo Neri:

A una donna che si accusava di frequenti maldicenze, San Filippo Neri domandò: “Vi capita proprio spesso di sparlare così del prossimo?”.
Molto spesso, Padre”, rispose la donna.

“Figliola, il vostro errore è grande. E’ necessario che ne facciate penitenza. Ecco cosa farete: uccidete una gallina e portatemela subito, spennandola lungo la strada da casa vostra fin qui”.

La donna ubbidì, e si presentò al santo con la gallina spiumata.

“Ora”, le disse Filippo, “ritornate per le strade attraversate e raccogliete ad una ad una le penne della gallina…”.

“Ma è impossibile, Padre”, ribattè la donna; “col vento che tira oggi non si troveranno più”.

“Lo so anch’io”, concluse il santo, “ma ho voluto farvi comprendere che se non potete raccogliere le penne di una gallina sparpagliate dal vento, come potrete riparare a tutte le maldicenze gettate in mezzo alla gente, a danno del vostro prossimo?”.)

 

Auguriamo a tutta la Comunità del Seminario di vivere questo tempo di Avvento nella gioia, per una ragione fondamentale: Dio è per noi, con noi e in noi.

 

Buon cammino,

                                                                                + don Michele e l’Equipe degli Educatori del PSMR