Cari amici del Seminario Romano,
Oggi è festa dell'ALMA MATER. Come dice Neemia non è permesso fare il lutto. La Gioia del Signore è la nostra forza. Posso immaginare con lo spirito ciò che dice il salmista: “Quanto è bello e soave che i fratelli vivano insieme”. Stare insieme è anche questa una grazia del Signore. Oggi apprezzo di più e riconosco come dice Bonoeffer che la presenza fisica come dono della comunione spirituale è davvero una delicatezza di Dio.
Impedito dalle conseguenze del tremendo sisma che ha colpito il mio paese Haiti in questi giorni, non posso viaggiare perciò rimango unito a tutti gli amici nella fede e sono in comunione con voi in questa celebrazione tradizionale per la Festa della Madre della Fiducia nella speranza che verrà il giorno in cui dovrò in persona venire per fare il mio ex voto e ringraziare per il dono della vita.Ora,a un mese dal disastro, per ricordare i nostri cari ed esprimere la nostra solidarietà, abbiamo celebrato una messa questa mattina (ieri 12 febbraio ndr) di requiem vicino alle fosse comuni dove molte persone sono state abbandonate, per esprimere la comunione in Cristo con tutti gli uomini e donne che non hanno avuto una sepoltura degna. Cosi abbiamo pensato all'arcivescovo scomparso nell'accaduto, il suo vicario generale, mio ex parroco e il suo cancelliere, i preti diocesani e religiosi, le numerose suore, i seminaristi colpiti dall'infortunio, i missionari senza dimenticare tutti i nostri cari familiari colpiti.
Noi crediamo nell'unità della famiglia umana, nella comunione dei santi e nella sacralità della vita e della morte. Se abbiamo perso tutti i simboli del nostro paese e con essi molti fratelli e sorelle, non abbiamo perso la fede nè la fiducia nell'Umanità sacra di Cristo in ogni essere umano. Per noi, Cristo è unito ad ogni uomo anche se l'uomo non lo sa come dice Giovanni Paolo II. Riprendendo San Paolo possiamo dire "Noi siamo oppressi ma non schiacciati, sconvolti ma non disperati, scossi ma non abbandonati, colpiti ma non distrutti...” E sappiamo che il Dio che ha risuscitato Cristo dalla morte farà risorgere anche questi corpi mortali. Perciò concentriamo la nostra attenzione sull'“essenziale" (2Cor 4, 5-18-20).
Pertanto, ringraziamo Dio che ci ha conservato la vita per continuare in ogni occasione a suscitare speranza per i nostri fratelli più vulnerabili. Salutiamo e ringraziamogli ex alunni, gli amici del Seminario e miei compagni di classe che mi hanno sostenuto con la preghiera, la solidarietà, le lettere di conforto e speranza. Siamo molto grati della diligente attenzione di tutti, espressione di quella fraternità scaturita dalla Maternità comune della Vergine della Fiducia e della sacra comunità di legami che ci unisce.
In questi tempi difficili per il mio popolo, avrò ancora bisogno per molto tempo della prossimità spirituale e umana di tutti per aiutare questo mio popolo tanto martoriato nel suo corpo e nel suo spirito. La Chiesa ha come priorità di ricostruire le Chiese e le persone, nel ridare fiducia all'uomo facendo della persona umana il punto focale della sua azione.
Noi sopravissuti… la nostra missione non è ancora finita, la dobbiamo compiere in piedi e nella fiducia. Ora non è il tempo delle lamentele o delle amarezze. Se è vero che le prove sono dure, le consolazioni del Signore non mancano." Le sue compassioni come dice la scrittura non sono esaurite. Anzi si rinnovano ogni mattina poiché grande è la sua fedeltà "(Lam 3,22-23). Nella sofferenza, nel dolore, nella tristezza, nella solitudine, nelle umiliazioni, non abbiamo perso la fiducia. La Croce, simbolo dell'amore autentico e perfetto è e rimarràl 'unica speranza che ci rimane quando tutto sembra svanire nel nulla, perché come albero di vita essa porta già con sè la promessa della vita nuova che sta germogliando dalle macerie delle nostre città, case, scuole, chiese e università in rovina.“Darò un nuovo avvenire al mio popolo, dice il Signore in Geremia, gli darò una nuova speranza”. Dalla scrittura ascoltiamo la voce del Signore che ci dice:" Non temere, fatti coraggio c'è speranza per te... Dio ti darà un nuovo inizio, poiché Egli non si è dimenticato di te" (1Sam4,19-20). Allora, posso riscoprire il canto di Paolo tradotto dal nostro compagno Frisina: "Chi ci separerà dall'amore di Dio, niente, né la morte né la vita. Niente ci separerà dal suo amore" (Rm 8).
Non la morte avrà l'ultima parola ma la compassione di Dio e la fiducia che Egli ci dà. Conto sulle vostre preghiere e sulla solidarietà della nostra Pia Unione. Tutti siano ringraziati! Ricevete la mia comunione rinnovata! Vi porto tutti nel mio cuore, nella mia umile preghiera! Non dimenticate Haiti! Ricordatevi della Chiesa di Haiti che soffre e che è a terra! Dio vi guardi sempre sotto il mantello della Fiducia.
Vi saluto cari amici nel Signore e vi affido tutti alla Madonna della Fiducia in questo giorno di Festa! Pregate per me.
Caritas Christi urget nos!
Vostro, Mons Pierre-Andre Dumas, ex-alunno