Come se la conoscessi da sempre

Come se la conoscessi da sempre

Il primo ricordo in assoluto che ho della Madonna della Fiducia è una sua immagine con dietro la data Carbonin 1999, che mi ha regalato il mio viceparroco d’allora alla fine del campo. Almeno posso dire che la conosco da un secolo ... cioè come se la conoscessi da sempre. Sì perché la Madonna mi ha fatto tante volte sentire la sua vicinanza e l’appartenenza con Lei alla grande storia e alla grande Famiglia di Dio. Di questa appartenenza ogni tradizione ed esperienza comunitaria possono essere un bel rimando e simbolo ... e tale è certamente la devozione e la Festa della Madonna della Fiducia per gli alunni e gli ex-alunni del Pontificio Seminario Romano Maggiore.

Ricordo allora con piacere alcune delle feste che ho vissuto in questi anni. La prima nel 2011, durante l’anno del Propedeutico, l’ho vissuta in punta di piedi e da spettatore ... ma mi ha aiutato a dire con chiarezza: “non vedo l’ora di entrare in seminario”. La seconda, nel 2012, è stata certamente associata alla consegna della talare e alla benedizione della cotta. Ho ancora la foto di quel momento. Soprattutto ricordo le parole di don Concetto o il loro messaggio: le vesti liturgiche sono per il servizio liturgico, ma la più importante rimane sempre la veste battesimale. L’anno dopo, il 2013, è stata una Fiducia particolare, perché due giorni dopo la sua visita in seminario, Papa Benedetto XVI ha annunciato le sue dimissioni. Le parole della sua Lectio in cappella maggiore assunsero allora un significato e una profondità notevoli: “anche quando sembra che l’albero della Chiesa è appassito, rifiorisce sempre ... perché il futuro è nostro, il futuro è di Dio”. Forse non ci sono parole migliori per esprimere il cuore della spiritualità e della devozione alla Madonna della Fiducia: qualunque cosa accada, abbiate fede in Dio. E il dono di Papa Francesco è stata la pronta risposta alle nostre preghiere.

Io stesso ne ho fatto esperienza gli anni seguenti. In particolare ricordo la Fiducia del 2015, vissuta in modo speciale perché ero il sagrista. Per una settimana sono stato là dentro al punto che volevo organizzare una festa clandestina nel retro della sagrestia con gli amici che mi avevano aiutato. È stato un servizio molto bello. In particolare in quell’anno mi sono affezionato tantissimo alla lampada del voto, sia perché la dovevo ricaricare sempre, sia perché quella fiammella al buio mi dava spesso il senso della speranza – e anche ai miei genitori, in quegli anni abbiamo pregato tanto davanti a Lei.

 

Poi c’è la Fiducia del 2016, quando ho fatto il discorso di saluto al Cardinale e a tutti gli invitati. Ho esordito dicendo: “Carissima famiglia del Seminario Romano”, perché in fondo questo è il significato della festa, il ritrovarsi insieme nella casa della Madre – più banalmente è il nostro Ferragosto: festa di Maria, festa di famiglia. Ho detto anche che era bello stare dove prima di me c’erano stati il mio parroco e il parroco del parroco – un padre e un nonno nella fede. Che siamo in seminario per imparare lo slancio verso la gente – come il nostro ex alunno don Andrea Santoro, che diceva: “se ci fossero i marziani, dovremmo andare anche su Marte a portare il Vangelo”. E lo sguardo di Maria, pieno di fiducia e di misericordia, per tutti.

Infine la Fiducia dell’anno scorso, 2018, a ridosso dell’ordinazione sacerdotale, è stata il momento di rendere grazie per gli anni passati in seminario. L’ho fatto in particolare pulendo la raggera dell’immagine ... in ginocchio davanti a Lei mi sembrava che anche io potessi cantare: “deponiamo sull’altare le tue conquiste” – sì o Madre perché mi hai conquistato il cuore ... e davvero “noi ti sentimmo vigile custode al nostro cuore, fiamma del nostro giubilo sostegno nel dolore, e non fu vana la speranza di aver fiducia in te”.

don Emilio Cenani

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