Iconografia della Madonna della Fiducia - Pt. 2

Un nuovo capitolo: la Fiducia “ritrovata”

Fin qui ciò che ci consegna la storia conosciuta dell’immagine della Madonna della Fiducia. Un nuovo capitolo si è aperto quando nel marzo 2013 un allora alunno del Seminario, Don Giovanni Lo Giudice ha rinvenuto presso un antiquario del centro di Roma un’immagine della Madonna della Fiducia, olio su tela, datata successivamente tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo, riferibile alla scuola del Conca e acquistata dal Seminario. Ad oggi dunque sarebbe l’immagine più antica della Madonna della Fiducia conosciuta. E dunque potremmo supporre che questo dipinto (almeno per ora) sia il modello delle altre due immagini della Fiducia che conosciamo. Prima di procedere all’analisi del dipinto proviamo a confrontarlo con le altre immagini che conosciamo.

 Non vi è alcun dubbio che iconograficamente il dipinto corrisponda al modello definito col titolo della Fiducia. Proviamo ora ad analizzarlo per tentare di rintracciarne le peculiarità.
Colpisce allo sguardo il capo della Madonna, è evidentemente velata, dal velo si intravede una treccia, mentre rimangono scoperti i capelli che lasciano intravedere un orecchio. Quali sono i significati suggeriti da questi primi dati?

1. Il velo: quanto detto precedentemente per l’icona della Madre di Dio circa il velo vale anche in questa sede, ossia Maria è colei che adombrata dallo Spirito è stata resa madre. In altri termini Maria è la piena di grazia, umanità resa arca di Dio in cui l’Altissimo ha posto dimora. Ciò che è di rilievo è che nelle successive rappresentazioni il velo sia stato trasformato in un drappo quasi più pesante, mentre nell’immagine ritrovata presenta una certa trasparenza, quasi a esplicitare in modo evidente l’idea dello Spirito Santo.

2. La treccia: fin dai secoli antichi è stata segno di fecondità, inoltre i capelli raccolti e acconciati sono stati segno di particolare pudore, soprattutto in epoca romana. In epoche più recenti per diverse culture è stata simbolo di sponsalità e di appartenenza allo sposo. Dunque Maria è colei che resa feconda dallo Spirito appartiene a Colui che l’ha creata e ne diviene sposa. Questo particolare è presente anche nell’immagine della Fornari, ma non presente in quella del Seminario Romano.

3. I capelli: a differenza delle icone della Madre di Dio i capelli della Vergine in questo caso non sono coperti da una cuffia o completamente dal velo.
Se ne deduce che questo tratto definisce la verginità perenne della Madonna che appunto come le vergini mostra i capelli, nell’iconografia occidentale infatti Maria col capo scoperto manifesta la sua verginità, mentre come sappiamo nelle icone orientali tale tratto è definito dalle tre stelle presenti sul manto della Theotokos.


                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                  

              

 

 

 

 4. L’orecchio di Maria: questo particolare è presente in tutte è tre le immagini, segno chiaro che fa di Maria la donna dell’ascolto orante, colei che è capace di serbare e meditare le cose di Dio nel cuore (Cfr. Lc 2,19).

5. Il volto di Maria: è il volto della madre. Le forme si fanno più tondeggianti, appunto più materne. Il sorriso delicato mentre le gote rosacee conferiscono al volto di Maria una particolare dolcezza. Lo sguardo è luminoso, di Colei che ha assaporato il mistero che l’ha ricolmata. Si nota come un’evoluzione circa il viso della Madonna, infatti il viso tondeggiante dell’immagine più antica, diventerà leggermente tondeggiante nell’immagine della Fornari fino a diventare snello ed austero, pur mantenendo una certa dolcezza nell’immagine della cappella della Fiducia.

 

6. Gli abiti di Maria: «Le immagini di abiti e vesti sono della massima importanza nella Bibbia. Il loro valore può essere fisico, economico, sociale, morale o spirituale. Le immagini del vestire o svestire una persona sono di solito un simbolo per temi più vasti. La funzione degli abiti, inoltre, è molteplice: la veste può proteggere, nascondere, manifestare o rappresentare la situazione presente di una persona e può essere simbolo di qualità morali o spirituali. Anche il fatto che gli abiti si logorino è importante. Dio, come gli uomini, è ritratto mentre indossa degli abiti. L’immagine dell’abbigliamento può ricorrere nell’ambiente di tutti i giorni o in un contesto religioso. I riferimenti ai vestiti vanno dall’affettuoso riferimento su come la madre di Samuele “gli faceva un piccolo manto e glielo portava ogni anno quando saliva con suo marito ad offrire il sacrificio annuale” (1Sam 2,19), ai magnifici abiti nuziali di un matrimonio regale (Sal 45,14-15), dalla tela di sacco grezza indossata nel lutto alle abbaglianti vesti ultramondane degli angeli e del Cristo trasfigurato. Significati letterali e figurati si intrecciano praticamente in ogni categoria d’uso. Non è esagerato dire che, attraverso il motivo ricorrente dell’abbigliamento, si può ripercorrere l’intero profilo della teologia biblica e della storia della salvezza». Se volessimo sintetizzare il significato degli abiti del modello iconografico della Madonna della Fiducia potremmo rifarci senza alcun problema al libro del profeta Isaia al capitolo 61 versetto 10: « Io gioisco pienamente nel Signore, la mia anima esulta nel mio Dio, perché mi ha rivestito delle vesti della salvezza, mi ha avvolto con il mantello della giustizia, come uno sposo si mette il diadema e come una sposa si adorna di gioielli».

    Così le vesti di Maria definiscono, almeno nel caso della Fiducia, le qualità morali della Vergine     stessa. Se nel caso delle icone orientali il rosso è simbolo della divinità e l’azzurro dell’umanità,     ora nell’iconografia occidentale il significato dei colori è mutato. Maria della Fiducia è rivestita da     una semplice tunica rosacea per l’immagine ritrovata e per quella della Fornari, mentre     l’immagine della Fiducia del Seminario ha una tunica color rosso corallo scuro. Cosa richiama il     color rosa? Il rosa è il colore dell’umiltà, esso infatti viene dall’unione tra il rosso (forza e vita) con     il bianco (colore neutro, simbolo di purezza). Il rosa dunque rispetto a Maria indica: la sua umiltà,     la dolcezza e la delicatezza, ma anche la gratitudine, la comprensione e la tenerezza, tutte virtù di     cui è rivestita la Madre di Dio. Il rosso corallo scuro invece rappresenta la regalità di Maria è il     colore della vita divina e umana di cui Maria diventa il giardino fertile in cui il Verbo di Dio ha     preso dimora. 

    7. Il manto: anzitutto il manto avvolge effettivamente                                                                                    la Madre della Fiducia (cfr. Is 61,10) si noti come     il manto partendo dalla spalla scompare per     riapparire sul braccio della Vergine Santa. Il     colore azzurro\blu oltremare richiama anzitutto        il Cielo da cui Maria è stata avvolta e di cui è     diventata dimora. Ma anche l’idea dell’acqua del     mare, del quale la Madre di Gesù è stella, guida     sicura della Chiesa tra i flutti tempestosi delle     varie epoche storiche. Tornano alla mente le     parole di San Bernardo di Chiaravalle che affermava: «Chiunque tu sia, che nel     flusso di questo tempo ti accorgi che, più che camminare sulla terra, stai come ondeggiando tra     burrasche e tempeste, non distogliere gli occhi dallo splendore di questa stella, se non vuoi essere sopraffatto dalla burrasca! Se sei sbattuto dalle onde della superbia, dell’ambizione, della calunnia, della gelosia, guarda la stella, invoca Maria. Se l’ira o l’avarizia, o le lusinghe della carne hanno scosso la navicella del tuo animo, guarda Maria. Se turbato dalla enormità dei peccati, se confuso per l’indegnità della coscienza, cominci ad essere inghiottito dal baratro della tristezza e dall’abisso della disperazione, pensa a Maria. Non si allontani dalla tua bocca e dal tuo cuore, e per ottenere l’aiuto della sua preghiera, non dimenticare l’esempio della sua vita. Seguendo lei non puoi smarrirti, pregando lei non puoi disperare. Se lei ti sorregge non cadi, se lei ti protegge non cedi alla paura, se lei ti è propizia raggiungi la mèta.»

8. Le mani di Maria: la posizione delle mani della Madonna determina almeno due movimenti. Il primo il dono del Figlio e la sequela (mano destra) il secondo di ostensione del Verbo (Maria lo mostra), ma anche di unione a se e contemporaneamente di distacco (mano sinistra). Entrambe col movimento del braccio fanno di Maria stessa il trono del re, la dimora da cui il Signore incarnato governa. Le mani inoltre sorreggono un velo e paradossalmente svelano il Figlio, chiaro segno che rimanda alla lettera agli Ebrei (Eb 6 e 9) in cui è detto che Cristo è entrato una volta per tutte nel santuario del cielo e che ormai il velo che divideva il Santo dei Santi dagli uomini non c’è più, incarnazione e redenzione in unico mistero trovano nella Vergine colei che dando l’umanità alla seconda persona della Trinità lo presenta all’uomo. In altri termini il Dio velato e nascosto in Cristo attraverso la carne di Maria è rivelato al mondo. Così la Madonna della Fiducia porta in se questa caratteristica iconografica che sarà ripresa successivamente quando parleremo della figura di Gesù Bambino. Con la mano destra dunque Maria dona Gesù e invita a seguirlo, «fate quello che vi dirà» (Gv 2,5). Con la mano sinistra il gesto è chiaramente un’ostensione del Verbo come se la Madre, (proprio perchè Madre!) lo unisse a se, ma si noti una mano rilassata aperta non chiusa. Tale postura richiama la consapevolezza di Maria, già messa in evidenza, che comprende che Gesù non è una sua prerogativa, ma che quel Figlio seppur trattenuto va mostrato e donato al mondo, perchè è per l’umanità intera. Tale consapevolezza sembra nascere nella Vergine quando perduto Gesù a Gerusalemme lo ritrova nel tempio e si sente dire: «perchè mi cercavate? Non sapete che devo occuparmi delle cose del Padre mio?»(Lc 2,49). Da quel momento il cuore di Maria serba e medita (Lc 2,19) da quel momento anche Maria stessa inizia ad interrogarsi trovando pienezza nelle risposte alle sue domande che giungeranno nel cenacolo a Pentecoste. Fin qui la descrizione di Maria, ma si illuderebbe chi volesse leggere l'immagine della Fiducia soffermandosi solo su di lei, infatti contemplerebbe la cornice, ma non gusterebbe l’opera. E permettete tradirebbe l’intenzione della Madonna che è portare a solo a Gesù, Via, Verità e Vita (Gv14,6).                            

Gesù Bambino: Per capire quest'immagine di Maria infatti bisogna guardare a Gesù, poiché in realtà tutti i significati finora esposti si rifanno alle meraviglie che il Signore ha compiuto in lei (Lc 1,49). Infatti è Gesù che esplicita il ruolo della madre che come già detto è figura del trono del grande re. Gesù bambino si stringe alla madre, questo modello iconografico lega la Fiducia al modello della Madre di Dio della tenerezza (Eleusa) e alla Madonna del buon consiglio.
Altro tratto comune della Fiducia con queste due immagini è il toccarsi dei volti     della madre e del figlio, tale gesto esprime tenerezza (come nell’Eleusa), ma anche comunione di pensiero tra la Sapienza increata (Gesù) e la Sapienza della fede raggiunta da Maria che indica la via ai suoi figli (Buon Consiglio). Mentre nell'immagine ritrovata è chiaro questo nesso di intima unione tra la madre e il figlio proprio attraverso i volti che si toccano, nelle altre due immagini la distanza pian piano sia amplia fino al ricondurre la Madonna della Fiducia del Seminario più vicina a questo aspetto al modello iconografico della Madre di Dio. L'abbraccio di Gesù presente in tutte tre le immagini della Fiducia riconduce ancora una volta alle immagini dell’Eleusa e del Buon consiglio, ma esprime la fiducia del figlio nella madre ed elegge Maria quale maestra di fiducia capace di fidarsi di Dio. Infatti Fiducia è l’atto di estrema generosità che non implica la verifica di ciò che fa scaturire l’atto stesso di fiducia. Notiamo fin qui dunque il convergere nella Fiducia di ben tre modelli iconografici (Madre di Dio, Eleusa, Buon Consiglio). Ma ancora l'immagine sorprende per la sua novità che data ancora una volta non da Maria, la quale è serva che ben conosce il suo posto, ma da Gesù vero centro dell'immagine. Gesù è presentato senza alcun indumento particolare, si scorge in modo preminente la corporeità del Figlio. Nell’immagine, dunque, è chiaro che egli è il Verbo di Dio fatto carne (Gv 1,14), colui che i cieli non potevano contenere, l’Altissimo, ora è stato contenuto nel grembo della Vergine Maria. La lettura di tutta l'immagine è completata dal gesto di Gesù che indica Maria. Questa rilevante peculiarità determina il modello iconografico della Fiducia. Cosa si nasconde in questo gesto del Redentore? Scorgiamo almeno tre tipi di lettura di cui una di carattere più generale e due di carattere particolare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1. È interessante notare come Gesù indichi Maria con il dito. Il dito della mano di Dio è lo Spirito Santo che sembra essere il grande protagonista nascosto, ma presente di tutta l’opera (ricordiamo il velo ed ora il dito). È lo Spirito Santo che ha fatto di Maria la madre, ed è ancora allo Spirito che Maria ha ricevuto a Pentecoste; ed è lo Spirito che ogni giorno nella sua vita Maria ha lasciato agire. Sorge nuovamente l'idea del modello da imitare, poiché ogni cristiano fecondato dallo spirito il giorno del battesimo, attraverso la fiducia in Dio è chiamato a lasciarlo operare grandi cose nella propria vita (Lc 1,49) come ha fatto Maria. 

2. Il terzo particolare che non sfugge ad uno sguardo attento, e che direi essere il tratto peculiare dell’iconografia della Madonna della Fiducia è che il bambino indica precisamente il collo della
Vergine. Questo tratto è centrale in tutte e tre le immagini. Come mai? Il collo congiunge il mondo dell’alto con il mondo del basso, ossia la sfera della razionalità e del pensiero, con quella della fisicità, con la terra, cioè il mondo fatto di materia e di emozione. Questo ruolo di ponte tra pensiero ed azione/emozione diventa di vitale importanza proprio nella sfera della relazionalità. Immaginiamo, per assurdo, che questo ponte di comunicazione non esistesse: ci ritroveremmo a vivere una miriade di sensazioni senza riuscire a capirle e spiegarle e viceversa a pensare a delle possibilità sensoriali senza la giusta conclusione agita. Inoltre attraverso le corde vocali possiamo dar voce al nostro pensiero e alle nostre emozioni. Ne deduciamo allora che Maria è mediatrice tra Cristo capo e le sue membra cioè la Chiesa. Maria inoltre con la sua vita annuncia ancor prima della nascita del Messia la salvezza che Dio opera per le sue creatura, la voce e il pensiero di Maria sono canto che magnifica il Signore per la sua misericordia di generazione in generazione (Lc 1,50). Quest’immagine, seppur particolare, non è cosa nuova nella Chiesa S. Bernardino infatti ricorda proprio che noi tutti siamo corpo mistico di Cristo e che la Beata Vergine è il collo di questo corpo sicut turris David collum tuum, quæ ædificata est cum propugnaculis. Nam ficut per collum vitales Spiritus à capite difunduntur per corpus, sic per Virginem à capite Christo vitales gratiæ, in eius misticum corpus, specialius in amicos, atque devotos continuè transfundutur. Tale prerogativa nelle litanie è della Vergine ella è Turris Davidica, cioè come ricordato dal Cantico dei cantici, tale torre costruita dal re Davide serviva come difesa del Regno e in tal senso il titolo rimanda alla funzione di Maria per il popolo cristiano. Ma la torre innalzandosi dalla terra al cielo la congiunge ad esso per questo, per analogia come il collo è più vicino ed immediato al capo, possiamo dire che Maria per dignità rispetto a tutte le creature è più prossima a Cristo capo della Chiesa. Le prerogative di questo collo sono cosi ammirabili che sono simili a quelle del Redentore perchè siccome plenitudo gratiae fuit in Christo, sicut in capite influente, così in Maria, situ in collo transfundente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per questo Maria è dispensatrice di grazie, perchè come le influenze dal capo scendono al corpo attraverso il collo, dice San Bernardino da Siena (cfr. Sem. 61, De Nat. Virg. c.8), parimenti per Maria passano a noi tutte le grazie e tutti i beni di Gesù Cristo nostro capo e si diffondono a noi sue membra. In altri termini «per Virginem a capite Christo vitales gratiae in eius mysticum corpus transfunduntur». Così Sant’Alfonso Maria dè Liguori nella sua visita a Maria Ss.ma afferma: Adeamus cum fiducia ad thronum gratiae, ut misericordiam inveniamus in tempore opportuno (Hebr. c. ). Dice S. Antonino che questo trono è Maria, da cui Dio dispensa tutte le grazie. E con S. Bernardo affermiamo: Haec tota mea fiducia: haec tota ratio spei meae.

In tal senso allora il Concilio Vaticano II afferma nella Lumen Gentium al capitolo VIII numero 60: «Uno solo è il nostro mediatore, secondo le parole dell'Apostolo: « Poiché non vi è che un solo Dio, uno solo è anche il mediatore tra Dio e gli uomini, l'uomo Cristo Gesù, che per tutti ha dato se stesso in riscatto » (1 Tm 2,5-6). La funzione materna di Maria verso gli uomini in nessun modo oscura o diminuisce questa unica mediazione di Cristo, ma ne mostra l'efficacia. Ogni salutare influsso della beata Vergine verso gli uomini non nasce da una necessità oggettiva, ma da una disposizione puramente gratuita di Dio, e sgorga dalla sovrabbondanza dei meriti di Cristo; pertanto si fonda sulla mediazione di questi, da essa assolutamente dipende e attinge tutta la sua efficacia, e non impedisce minimamente l'unione immediata dei credenti con Cristo, anzi la facilita.»

Così si comprende in modo chiaro su cosa si innesta il titolo della Fiducia in relazione a Maria, certamente suggerito seppur senza voluta intenzione da Suor Chiara Isabella Fornari, nelle parole “con fiducia”, ma che grazie all'azione dello Spirito lungo gli anni è scaturita dal cuore dei seminaristi. Fiducia dunque in Cristo vero centro irradiante luce che indicando Maria suggerisce all'anima di porre in lui la sua fiducia come ha fatto lei. Ecco perché la diciamo beata (cfr. Lc 1,48), ecco perché è maestra di vita spirituale, ecco perché è fiducia nostra e segno luminoso di speranza fra le tempeste del mondo ecco perché guardiamo e invochiamo lei. Allora con Papa Francesco possiamo affermare che «la Madonna vuole portare anche a noi, a noi tutti, il grande dono che è Gesù; e con Lui ci porta il suo amore, la sua pace, la sua gioia. Così la Chiesa è come Maria: la Chiesa non è un negozio, non è un’agenzia umanitaria, la Chiesa non è una ONG, la Chiesa è mandata a portare a tutti Cristo e il suo Vangelo; non porta se stessa – se piccola, se grande, se forte, se debole, la Chiesa porta Gesù e deve essere come Maria quando è andata a visitare Elisabetta. Cosa le portava Maria? Gesù. La Chiesa porta Gesù: questo è il centro della Chiesa, portare Gesù! Se per ipotesi, una volta succedesse che la Chiesa non porta Gesù, quella sarebbe una Chiesa morta! La Chiesa deve portare la carità di Gesù, l’amore di Gesù, la carità di Gesù.» Ecco allora  il senso di questa venerazione profonda che affonda le sue radici nella storia del nostro Seminario, con Maria sacerdoti e futuri sacerdoti rinnoviamo ogni giorno il nostro “Eccomi” (cfr. Lc 1,38) per portare Cristo al mondo come ha fatto lei (Cfr. Lc 1, 39-56), sotto il suo sguardo materno, pronta ad accorrere in nostro aiuto quando si innalza a Lei l’invocazione tanto cara: Mater mea fiducia mea! 

CONCLUSIONE

Non so se si può parlare di una vera conclusione, perchè come visto la ricchezza di cui è portatrice quest’immagine di Maria è molteplice ed ogni immagine sacra più in generale si rivolge a ciascuno secondo la propria sensibilità. Sicuramente possiamo definire l’immagine della Beata Vergine Maria della Fiducia come una Madonna tipicamente romana, cioè un modello iconografico nato a Roma. Questo dato ci è fornito sia dalle origini della mistica e serva di Dio, suor Isabella Fornari che da qui la portò a Todi, ma anche dall’ultimo ritrovamento del dipinto della fine del XVII inizio XVIII secolo con la sua possibile attribuzione alla scuola di Sebastiano Conca. Egli operava a Roma in quel periodo. Infatti dal 1706 si trasferì in città col fratello Giovanni, che fu il suo assistente. Qui si affiancò a Carlo Maratta (che dipinse l’immagine della Fornari!) e svolse una proficua attività di affrescatore e di artista fin oltre il 1750. A contatto con quest'ultimo, il suo stile artistico esuberante si moderò parzialmente. A Roma, ebbe il cardinale Pietro Ottoboni come patrono e questi lo presentò a papa Clemente XI. Realizzò l'affresco raffigurante Geremia nella basilica di San Giovanni in Laterano. L’immagine della Madonna porta dunque in se le caratteristiche iconografiche della Madre di Dio (Madonna col Bambino), della tenerezza e del buon Consiglio (abbraccio Madre e figlio e tocco tra i volti). Ma il tratto caratteristico di quest’immagine è data da Gesù che indica Maria con il dito. Questo gesto manifesta un innalzamento di Maria come modello di fede esemplare, ma soprattutto le dona una posizione particolare come mediatrice di grazia (idea del collo). Inoltre lo Spirito Santo sembra essere il terzo protagonista nascosto, così da fare della Madonna la Figlia prediletta del Padre, la Sposa feconda dello Spirito e la Madre del Figlio. Il titolo della Fiducia poi sembra riassumere tutti i significati presenti nell’opera. Se ne deduce infatti che Maria è colei che mossa da Fiducia in Dio Padre ha risposto prontamente all’invito dell’Angelo. Con fiducia si è lasciata adombrare e fecondare dallo Spirito e nella fiducia in Dio ha dato al mondo il Verbo eterno. Ecco perché Gesù indica Maria, ecco il gesto di Fiducia del Salvatore che non solo abbraccia, ma si aggrappa a lei. Così ognuno che guarda a Maria sente sgorgare nel cuore davvero la fiducia in Dio, con lei ogni battezzato sente che non è solo, sente nel cuore la parola del Signore che dice: «Figlio ecco tua Madre!» (Gv 19,27). Se si vuol comprendere un albero nella sua specie, si guarda nella terra, dove si stendono le sue radici, e da cui sale ad esso la linfa nel tronco, nei rami, nei fiori e nei frutti. Così è certo cosa valida gettare lo sguardo nel suolo e terreno dal quale si eleva la figura del Signore: Maria, sua madre. A questo suolo e terreno anche noi apparteniamo e fiduciosi la invochiamo: “Guidaci sempre con amore di Madre, sostienici nella debolezza, confermaci nella speranza, accresci in noi la fiducia in Dio, l’amore a Cristo e la fedeltà alla Chiesa. O Maria, Madre e fiducia nostra!”

Qui trovate la prima parte

http://www.seminarioromano.it/la-sagrestia/218-iconografia-della-madonna-della-fiducia-pt-1

Salvatore Marco Montone

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