#perdono 03 - Scoop a Roma est

#perdono 03 - Scoop a Roma est

 

Il fatto di cronaca di questo mese che mi ha aiutato a approfondire il tema del perdono non è uscito nelle prime pagine dei giornali e non è uno scoop di cronaca nera, ne è una notizia che si trova nelle grandi testate di informazione on-line.

Insomma non è un fatto da “prima pagina” forse perché è così frequente che non spezza le abitudini, ne sconvolge il nostro quotidiano bon-ton. Potremmo dire che questo articolo è un’anteprima lanciata dal sito del Pontifico Seminario Romano Maggiore…ecco un buon motivo per andare avanti nella lettura, semmai già vi foste scoraggiati! 

Ecco i fatti: una partita di calcetto tra adolescenti nell’ oratorio di una parrocchia nella periferia est di Roma. Insomma, niente di insolito. Eppure credo che sia un episodio degno di essere raccontato.

Le grandi sfide negli oratori nascono come per caso…all’improvviso si accendono, divampano: per una strana coincidenza temporale, quindici ragazzi si ritrovano nello stesso istante nei pressi dello stesso campo e quando un pallone comincia a rotolare nei paraggi, gli schieramenti sono già lì, pronti per affrontarsi. Come se avessero preparato quella sfida da tempo; come se fosse la cosa più normale che potesse succedere.

A volte, però, la furia agonistica porta a degli scontri scomposti e falli al limite del codice penale (che non hanno gravi conseguenze fisiche grazie alla strana capacità degli adolescenti di non farsi male, nonostante collisioni che sarebbero catastrofiche per chicchessia). In un’occasione simile sono costretto a intervenire per chiamare il fallo: di lì a poco si accende una discussione infinita. Chi aveva fatto il fallo non voleva ammetterlo, nonostante chi l’avesse subito era ancora dolorante a terra con un’evidente smorfia di dolore sul viso. 

I due si accusavano a vicenda, fino ad arrivare alle minacce esplicite. Le proteste, si facevano sempre più energiche man mano che capivano che la mia decisione era irrevocabile: “Fallo e rigore”.

Dopo qualche urlo “disciplinare”, la minaccia di sospendere l’incontro e forse anche grazie a un pizzico di rassegnazione dei ragazzi, riesco a riportare la calma e far riprendere regolarmente la partita. Il rigore viene battuto ad arte e messo a segno (lo specifico per dovere di cronaca).

Dopo qualche minuto vedo riavvicinarsi i due litiganti, ma questa volta senza il fare minaccioso di prima: “Tranquillo, non mi hai fatto male, ho sbattuto per terra quando sono caduto. Ma non fa niente, fa parte del gioco”.

Scusa volevo prendere la palla, non l’ho fatto apposta a colpirti. Ti ho dato una bella botta!”.

[ovviamente le citazioni non sono letterali!!!!!!]

Insomma, la confessione che avevo cercato disperatamente di estorcere con la minaccia è arrivata spontanea con il perdono. Il perdono arriva prima delle scuse. Anzi di più: è la condizione necessaria per scoprirsi colpevoli.

Non è vero che il perdono arriva dopo aver chiesto scusa…arriva prima. E’ un anticipo: non serve l’esame di coscienza per essere perdonati, Dio perdona prima delle scuse, come gli adolescenti dell’oratorio di una parrocchia della periferia est di Roma.

Il perdono non è la ricompensa per aver chiesto scusa, ma è un’occasione d’oro per chiederla.

Non so se dico bene, ma questo è ciò che mi hanno insegnato sul perdono Dario e Manuel. Lo racconto, appunto, per dovere di cronaca.

 

                                                                               Roberto Buattini

Avvisi

Sito web ufficiale del Pontificio Seminario Romano Maggiore

Hai commenti o suggerimenti sul sito? Non esitare, contattaci! Grazie della collaborazione.

Ubicazione

Piazza San Giovanni in Laterano, 4 - 00184 Roma

+39 0669 8621 | +39 0669 886159