#Perdono - Introduzione

IN CORDATA VERSO LA VETTA!

«Dio perdona, io no». Così il titolo del film spaghetti western del ’67 con Bud Spencer e Terence Hill. E così recita un adagio. Dover perdonare non piace, perché si avverte che per farlo bisogna porsi su un altro piano, su un piano inclinato, nel quale a chi perdona tocca mettersi sempre sotto.

Diversi sono i motivi per cui noi uomini possiamo decidere di incamminarci verso la Montagna del Senso, ma siamo in molti a stancarci lungo i suoi crinali, e poi tanti dei sentieri che sembrano condurre alla vetta sono in realtà interrotti. Resistere sul crinale della Montagna sembra superare le nostre forze. Meglio allora sbrigare i nostri affari in pianura, come meglio possiamo.

Se succede, però, che in noi ritorni, non si sa come, il desiderio di quell’aria pulita, e facciamo di nuovo i nostri bagagli per ripartire e per riprovare, ciò che lungo la strada può, più di ogni altra cosa, darci la forza di camminare sono i racconti di altri viandanti che narrano di uomini e di donne che in cima alla Montagna sono riusciti ad arrivare, o almeno hanno trovato il modo per superare certi burroni e proseguire il percorso verso la vetta.

Questi racconti spesso sono diversi, e non tutti convincenti, ma basta che qualcuno ci convinca e ci affascini e la stanchezza di quel giorno di cammino passa d’improvviso, lasciando nel cuore un sollievo, quasi che quella vita l’avessimo vissuta noi e quell’ostacolo l’avessimo superato anche noi.

Altre volte, invece, un racconto ci mette davanti ai nostri limiti, e passiamo giornate di cammino a chiederci come avremmo fatto noi al posto del protagonista, finché per caso non incontriamo per strada un nostro vecchio e caro amico, e d’un tratto tutto ci sembra più possibile.

In questa rubrica proverò a trasmettere storie reali di #perdono, rintracciabili sui canali d’informazione o che voi gentili lettori vorrete condividere. Infatti chi riesce a perdonare è un uomo per ciò stesso in salita sulla Montagna del Senso, che riesce a rallentare piuttosto che volgersi indietro, e così, misteriosamente, recupera le forze e può saltare gli ostacoli e gli abissi. Ogni storia di perdono, con il mistero che porta con sé, è una storia di speranza per chi la ascolta, poiché fa intravedere il Senso verso cui ci si è messi in cammino. Spero allora che condividere queste storie, nel rispetto del mistero delle vite degli uomini e delle donne che le vivono, possa aiutare tutti noi. Spero che, come dicevo, ne venga sollievo nella fatica e sprone a camminare e a salire il crinale, mettendoci noi stessi, se lo vogliamo, in cordata verso la vetta!

Per oggi, 23/05, segnaliamo non una storia, ma un appuntamento: si tratta della terza edizione della Giornata Internazionale del Perdono, che si terrà oggi dalle ore 18:00 presso l’Auditorium del Maxxi a Roma. L’iniziativa, insignita della Medaglia del Presidente della Repubblica Italiana, e patrocinata da istituzioni nazionali e internazionali, quest’anno accoglie come ospite d’eccezione Tara Gandhi Bhattacharjee, nipote del Mahatma Gandhi (vedi:

 http://www.adnkronos.com/cultura/2018/05/22/tara-gandhi-maxxi-per-giornata-del-perdono_GHyTzTsj5U1Dc8fdGk79KO.html).

Buona giornata!

AG

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