Lettere del Rettore - L'inizio del nuovo anno

Ogni anno il cammino del seminario dopo l’estate che è vissuta tra esperienze varie e tempo passato in famiglia, riprende con alcuni momenti particolari: la tre giorni dei romani (incontro tra tutti i seminaristi incardinati a Roma), gli esercizi spirituali e le missioni in varie parrocchie e altri luoghi (Ospedale Policlinico Umberto I, Caritas Diocesana e un gruppo a Torino presso il SERMIG).
Al rientro dalle missioni riprendono le lezioni all’Università e il ritmo di vita ordinario….ed eccoci qui!
Quest’anno la Parola che ci guida è: “Beati voi  poveri, perché vostro è il Regno di Dio”. Ogni anno un versetto della Scrittura ci ricorda un aspetto particolare della nostra vita da portare nella preghiera e sul quale provare a convertirci e crescere. Quest’anno appunto sarà la povertà a farci da “tarlo”, da filo conduttore nel cammino. Povertà non solo materialmente parlando, ma quella che in Matteo viene meglio qualificata come “povertà di spirito”. Ecco perché abbiamo scelto come immagine quella di due poveri di spirito che si incontrano nelle strade della Roma del cinquecento: Filippo Neri e Felice da Cantalice. Il loro atteggiamento scherzoso rivela la loro povertà di spirito che è gioia, pace, disinteresse per il giudizio degli altri, distacco e tanti altri piccoli e grandi atteggiamenti che sono quelli che Gesù racconta, anzitutto vivendoli, nel Vangelo.
Lo so che parlare di povertà nel nostro lussuoso Seminario potrebbe sembrare come parlare di dieta in un ristorante, ma forse è un motivo in più per parlarne! Non dobbiamo smettere almeno di sperare di convertirci! Chissà! Questa deve essere la nostra prima preoccupazione, ancor prima di quella delle vocazioni che sono convinto verranno solo nella misura in cui apriremo il cuore al Signore Gesù. 
Allora quest’anno saremo preoccupati a crescere nella vera povertà e a sperare che il nostro cuore di pietra si converta ad essa. E se non faremo tanti passi almeno avere il coraggio di piangere e pregare perché la nostra ricchezza non ci faccia perdere. Poco prima di morire don Milani con un filo di voce disse ai suoi amati ragazzi: “state per vedere un cammello che passa per la cruna di un ago”. Speriamo che anche con noi il Signore ripeta lo stesso miracolo!

 

                                               Don Gabriele Faraghini

 

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