Lettere del Rettore

   

Carissimi amici del Seminario, vogliamo aprire sul nostro sito una pagina per condividere maggiormente con voi la nostra vita.

Tutto questo avviene in questi giorni nei quali viviamo la gioia delle ammissioni agli ordini, del conferimento dei ministeri del lettorato e dell’accolitato, per arrivare alle ordinazioni diaconali  e presbiterali.

Come Rettore, mi sento immerso in un fiume di Grazia che realmente è sovrabbondante rispetto ad ogni mia aspettativa!   In effetti nella mia semplicissima “carriera” da prete avevo sempre sognato di poter vedere almeno un frutto in termini di vocazione religiosa…ma non l’ho mai visto.

E devo dire che ultimamente, vivendo la celebrazione del mio venticinquesimo di ordinazione ero forse diventato anche un po’ troppo insistente nel chiedere questo dono al Signore, anche a voce alta nelle omelie domenicali e spesso parlando con tanti ragazzi e ragazze (che forse pensavano fossero semplici “battute”). Da anni mi frulla per la mente una lettera scritta da un nostro ex-alunno, Luigino Pizzo, parroco romano, poco prima di andare in Paradiso; lettera nella quale chiedeva ai giovani della sua parrocchia un “sostituto” in vista della sua “partenza”. Credo che per un parroco vedere un frutto del genere sia una gioia alla "Simeone” «ora lascia o Signore che il tuo servo, vada in pace (…) perché i miei occhi han visto la tua salvezza…».

Un caso simpatico mi è capitato qualche anno fa quando la mamma di un bimbo di sei anni mi incontra per strada e mi dice: «Davide da grande vuole fare il prete, si mette addosso una sciarpa come stola e celebra messa». Subito ho pensato che fosse una cosa strana e d’altri tempi, però bella! Da qualche parte avrà dovuto trarre quest’idea e immodestamente ho pensato che visto che l’ho battezzato io, probabilmente un ruolo dovevo averlo; poi è arrivata la mazzata: «pensa che ha messo in cameretta la cassetta delle offerte!» Tra l’altro in pochi mesi gli è passata pure l’idea.

Non voglio cercare le cause di questa mia sterilità, ma voglio condividere il mio stupore per questa inaspettata “messe biondeggiante” che passa nella mia vita. Mi sento davvero come diceva Gesù ai suoi discepoli riguardo ai Samaritani: «Io vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica» (Gv 4,38).

Rendo grazie al Signore per questo dono e vi invito a condividerlo nella vostra preghiera e con la vostra amicizia.

d. Gabriele Faraghini

 

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