Non perdenti, ma redenti!

Mc 2, 13-17

Uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli insegnava loro. Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: "Seguimi". Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre stava a tavola in casa di lui, anche molti pubblicani e peccatori erano a tavola con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano. Allora gli scribi dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: "Perché mangia e beve insieme ai pubblicani e ai peccatori?". Udito questo, Gesù disse loro: "Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori".

 

Senti bussare alla tua porta, ti alzi e vai a controllare. Non c’è nessuno. Continuano insistentemente a bussare. Ti alzi di nuovo – scocciato – ancora non trovi nessuno. Ribussano e pensi: “aridaje”. Controlli e non trovi nessuno. Poi ad un certo punto capisci che c’è qualcuno che non puoi vedere che bussa alla porta del tuo cuore. Che fai? … Apri? 
Quando l’ha fatto con me sono stato in difficoltà, l’ho lasciato un po' fuori ad aspettare, le mie ansie e le mie preoccupazioni mi tenevano incatenato alla sedia, non riuscivo ad alzarmi per andare ad aprire. Immagino sia accaduto a Levi. Ma la sua voce unica, che raschia il fondo del nostro cuore, ci sussurra: “seguimi”. Lì tutte le paure per un attimo vanno via, preso dall’euforia andresti anche fino alla fine del mondo con Lui e per Lui. Ma i problemi e le paure si riaffacceranno, proprio come i pubblicani nella scena del Vangelo di oggi.
La nostra fame di salvezza, però deve essere più grande. Facciamolo entrare! Riconosciamoci peccatori, non perdenti … ma redenti!

Samuele

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