Latte e biscotti - 13/03/2020

A chi importa del frutto della mia vigna?

(Mt 21,33-43.45)

 

Chi può avere diritto di chiedere i frutti della mia vita? Se la vita è mia, nessuno ha diritto di chiedermi indietro i frutti! Questo è giusto, e non può che essere così! La vita è lo spazio che è mio e sul quale posso esercitare il mio diritto di proprietà esclusivo. Questa attitudine oziosa e sterile si muove verso l’appropriazione della propria vita, come di un oggetto rapito! Che nessun prezzo può riscattare.

La prospettiva che ci rende liberi di attaccarci al bene è diametralmente opposta: aver ricevuto il dono della vita e pensare che questa non è nostra proprietà. La vita è dare frutto, non luogo confortevole che non ammette un altro padrone fuori da me stesso! La nostra vita, che nasce da un atto d’amore è rispondere a questo amore. Dio ci ha dato l’esistenza noi possiamo rispondere a questo amore dando frutto. Tutti abbiamo possibilità di scoprire che la vita è la bellezza di dare frutto.

Questi giorni così particolari in cui siamo spaesati e infastiditi, facciamo fatica a riconoscerci, perché in fondo la nostra felicità passa attraverso tutta una serie di gesti che oggi sono “sospesi” in un tempo che aspettiamo con trepidazione. Aspettiamo di portare frutto con quell’affetto fatto di vicinanza, di abbracci. Attendiamo con speranza di poter ricominciare, di poter tornare all’inizio e trovare quello che è vitale per ciascuno di noi. È bello poter ripartire sempre dall’inizio perché nell’inizio c’è già tutto: me lo ha insegnato un caro maestro… Allora Buon Riinizio!

 

-Un nobile ultras

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