Latte e Biscotti - 12/03/2019

Il senso di questa vita? Mt 6, 7-15

A chi di noi non è mai capitato di aver avuto bisogno di un aiuto così grande che nessun uomo poteva soddisfare?
Quante volte di fronte a situazioni più grandi di noi ci siamo resi conto che, se c'era qualcuno che poteva fare qualcosa, questi era solo Dio?
Molto spesso il primo approccio con Dio è quello della richiesta per un bisogno. È normale, è umano! Non c'è da vergognarsi, come se creassimo disturbo a quel Dio che pensiamo non si curi dei nostri problemi. Anzi c'è di più! Non solo Dio vuole che gli chiediamo aiuto persino nelle piccole cose, come un bambino fa col papà, ma addirittura vuole vivere con noi tutti i nostri problemi, vuole abitare la nostra miseria per redimerla. Ma il modo, l'unico modo, per permettere a Dio di entrare nella nostra vita e nella nostra libertà è la preghiera. Non c'è altra via! Dio, peró, stesso si rende conto che la nostra lingua è così impacciata e noi troppo inesperti che non sappiamo neanche da dove iniziare. Non dobbiamo preoccuparci neanche di questo, perché Gesù ci rassicura che "il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate". Allora la preghiera del "Padre nostro" non è altro che dire a Dio: "Signore, Tu sai tutto e io so che mi ami. Pensaci Tu!". Nel momento in cui ci fidiamo del Padre Onnipotente, scopriremo che non tarda a rendersi presente e non lascia in attesa i figli che sperano in Lui.
Il criterio, peró, per comprendere se veramente abbiamo dato via libera a Dio nella nostra vita, se stiamo veramente pregando, è l'amore per il fratello. Come possiamo amare Dio che non vediamo, se non amiamo il fratello che vediamo!
Più amo il fratello, più amo Dio e vivo il Suo amore! Più perdono al fratello, più accolgo e vivo quel perdono che Dio constantemente mi dona.
Che senso allora ha questa vita? Quello di scegliere di far entrare il Padre Onnipotente nella mia esistenza, amando Suo Figlio Gesù in ogni fratello che incontro.

Lorenzo Bianchi