Quando il bianco non è quello della bandiera

LA SPERANZA DI UN ANZIANO CLAUDICANTE

 

Le immagini surreali alle quali abbiamo assistito, sbigottiti di fronte alle tv, resteranno impresse nella memoria di tutti noi per molto tempo. Un uomo, il Papa, solo, di fronte ad una piazza assente. Quella piazza spesso esuberante che non gli ha mai risparmiato affetto e sostegno, adesso grida il suo silenzio in uno scenario apocalittico.

Anche gli elementi naturali hanno contribuito a costruire quel clima soffocato, quel dolore inespresso che si consuma tra le pareti attillate delle nostre case e le corsie frenetiche degli ospedali. Una scenografia forse desolante eppure così suggestiva che descrive il dramma violento che ci ha fatto scoprire improvvisamente fragili.

In quel clima tetro e piovoso e nel bel mezzo di una pandemia catastrofica, quel Papa, il cui respiro si affanna dopo qualche passo claudicante, ha lanciato il suo grido verso quel Dio “dormiente” le cui strategie spesso ci disorientano.

E’ stato l’appello di un uomo la cui fede non gli permette di alzare bandiera bianca. Anzi ha bisogno di essere rinforzata, in un frangente in cui viene messa in discussione da una realtà che non obbedisce a pretese rassicuranti.

E’ stato il grido di ogni uomo che, di fronte a una terra improvvisamente nemica, si volge al cielo convinto che non sia vuoto.

Quando la scienza si dichiara impotente, gli algoritmi economici saltano, le scelte politiche si fanno incerte e la tecnica si affloscia su sé stessa è la preghiera di un uomo solo a serrare le fila di una ritrovata speranza. È la preghiera dei poveri, forse ingenua, ma così vera, di chi non sa più a chi appellarsi. Quella preghiera in cui tutti ci riconosciamo perché nasce da un bisogno impellente: quello della vita.

La fede, spesso, si nasconde tra le ferite: abbiamo bisogno di Dio quando non ce la facciamo più e boccheggiamo di fronte a una situazione che ci soffoca. Magari quando saremo fuori da questa brutta vicenda (perché ne usciremo) ci scorderemo tutto e torneremo a scorrazzare impettiti, con l’orgoglio di chi ce l’ha fatta.

Torneremo ad abbracciare i nostri cari (“nonna mi manchi tanto!”) e riprenderemo le nostre attività (“mi raccomando nonna…le fettuccine!”) ma quell’uomo vestito di bianco che sfida la pandemia e la tempesta- no- non lo voglio scordare.

Non eravamo in piazza con te Papa Francesco, siamo con te nella preghiera. Contaci.

Grazie!

 

-Roberto

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