Il Quadriportico - L'Adesso di Dio

L’adesso di Dio

«Dopo aver preso visione della Parola di Dio, non possiamo limitarci a dire che i giovani sono il futuro del mondo: sono il presente, lo stanno arricchendo con il loro contributo. Un giovane non è più un bambino, si trova in un momento della vita in cui comincia ad assumersi diverse responsabilità, partecipando insieme agli adulti allo sviluppo della famiglia, della società, della Chiesa» (Christus Vivit, 64).

Questa è la chiave di volta del Sinodo sui giovani: “siete l’adesso di Dio”… Non è stato facile focalizzarla: tra i tanti interventi, tra le problematiche analizzate in modo trasversale dai Padri provenienti da ogni parte del mondo, tra le posizioni divergenti, tra le incomprensioni e le aspettative dei Media che avrebbero voluto ridurre tutto a una scandalistica cronica di temi scottanti…

Sta di fatto che, mentre il sentire comune si affannava a dare indicazioni per la crescita dei giovani “futuro del mondo e della Chiesa”, un padre si alza, pronuncia il suo discorso di quattro minuti e afferma quella che può sembrare un’ovvietà, ma che in realtà ridimensione completamente l’approccio dei lavori: i giovani sono già Chiesa, pertanto vanno ascoltati, contemplati e incoraggiati. L’intervento si conclude con l’applauso entusiasta dei giovani presenti in plenaria.

Il Santo Padre – sempre presente e attentissimo – se lo appunta, lo farà diventare a Panama lo slogan della GMG, lo pone come titolo del terzo capitolo della sua esortazione. Sarebbe bellissimo se anche nelle nostre parrocchie considerassimo i ragazzi per quello che sono, incoraggiandoli ad essere parte viva e attiva della nostra realtà ecclesiale. È giunta l’ora di “ascoltare” e di smetterla di considerare i giovani solo come dei recipienti da riempire catecheticamente e da stressare con miriadi di attività ricreative, da centro sociale di bassa lega…

  

Senza ascolto, ogni catechesi e ogni attività diventa alienante ed autoreferenziale. Oggi, grazie all’entusiasmo che traspare dalla Christus Vivit – un documento “esortativo” nel vero senso della parola – un ragazzo può riscoprire il senso autentico della sua “identità credente”: la sua ricerca di Dio, il suo rapporto con Gesù, la sua sola presenza in parrocchia, le sue paure, i suoi dolori, le sue passioni, il suo entusiasmo, il suo modo di pregare e di rendere culto a Dio, SONO la vita della Chiesa. É il messaggio che i Padri sinodali hanno rivolto a tu per tu ad ogni ragazzo nell’incipit e nella conclusione della loro lettera: 

«A voi, giovani del mondo, ci rivolgiamo noi padri sinodali, con una parola di speranza, di fiducia, di consolazione. In questi giorni ci siamo riuniti per ascoltare la voce di Gesù, «il Cristo eternamente giovane», e riconoscere in Lui le vostre molte voci, le vostre grida di esultanza, i lamenti, i silenzi. […] La Chiesa e il mondo hanno urgente bisogno del vostro entusiasmo. Fatevi compagni di strada dei più fragili, dei poveri, dei feriti dalla vita. Siete il presente, siate il futuro più luminoso» (Lettera dei Padri sinodali ai giovani).

M.

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