Il Quadriportico - Santa Maria Madre del Redentore

Una tenda in periferia

Sabato 17 Novembre si è svolta la prima uscita del gruppo, interno al Seminario, dedicato alla visita delle chiese.

Siamo partiti dalla modernità della periferia, infatti, la prima meta è stata Santa Maria Madre del Redentore nel popoloso quartiere di Tor Bella Monaca. Prima di iniziare la visita siamo stati accolti in canonica dal parroco Don Francesco e da Don Alessandro, diacono e nostro compagno di seminario, che qui presta servizio. Nostra guida è stata Don Cristiano, formatore del secondo e terzo anno, che ci ha permesso di entrare nel significato simbolico e liturgico delle varie scelte architettoniche e strutturali dell’edificio. Non è stata quindi solo una semplice visita ma un’occasione per cogliere più profondamente il senso di elementi e parti costitutive di una chiesa e come essi abbiano una funzione pratica, catechetica e legata intrinsecamente alla liturgia.

Già arrivando da lontano si vede la chiesa svettare con il suo campanile che è un tutt'uno con la struttura la cui sommità delinea il contorno di una croce. La forma dell’edificio sacro vuole richiamare una tenda, a significare la Tenda in cui per il popolo d’Israele dimorava Dio prima della costruzione del Tempio.

 

L’edificio è costruito in cemento armato, materiale tipico delle chiese costruite nella seconda metà del ventesimo secolo, infatti, l’edificazione risale agli anni 1985-.87 su progetto di Pierluigi Spadolini e Riccardo Morandi.

Entrando all’interno i primi elementi che colpiscono sono l’imponente crocefisso ligneo alto 15 metri e la lama di luce che taglia in due la chiesa. Questa striscia vetrata parte appunto dal portale d’ingresso, corre per tutto il soffitto e termina alle spalle del crocefisso, mettendolo ancora di più in risalto e legandosi a esso nel simboleggiare l’incarnazione. Guardandosi intorno, in un secondo tempo, si notano tutti i vari arredi realizzati in legno, questo volutamente contrasta con il grigio del cemento della struttura e da una sensazione di calore. Sollevando lo sguardo si vede che anche il sottotetto è realizzato in legno con forme morbide e curvilinee che richiamano appunto l’interno di una tenda.

Percorrendo la navata centrale si va verso il centro dell’aula liturgica, dove i progettisti hanno posizionato l’altare che a differenza dell’uso classico, non è parallelepipedo, ma ricorda la metà di un seme oppure una barca. La sua centralità fisica nell’assemblea vuole rimarcarne la centralità liturgica e nella vita dei fedeli. Come tutti gli altri elementi del presbiterio anche l’ambone è ligneo, con colonne a tortiglione che evocano una foresta di alberi.

 

 

Richiama sempre un albero anche la croce su cui Cristo crocefisso è rappresentato con gli occhi aperti e quindi già vincitore della morte. Ai piedi della croce sono poste quelle che a un primo sguardo sembrano le figure classiche di Maria e San Giovanni ma che hanno anche i tratti di San Giovanni Paolo II e Santa Madre Teresa di Calcutta. Proprio riguardo a quest’ultima, durante la visita uno dei parrocchiani storici ci ha svelato un aneddoto, infatti Madre Teresa, quando veniva in visita alla casa delle suore lì vicino, si fermava alla messa in parrocchia e la seguiva inginocchiata in prossimità del fonte battesimale. Esso ha una forma semisferica, tale configurazione è ripresa anche dalle acquasantiere poste in prossimità degli ingressi, ciò a richiamare appunto la vicinanza simbolica tra questi elementi.

 

Sul fondo, negli angoli opposti sotto un lucernaio, trovano posto l’icona di Maria Madre del Redentore e il tabernacolo. Esso sembra un piccolo tempio, con colonne tortili e un baldacchino al cui interno, in una pietra di luminoso chiarore, è ricavata la custodia eucaristica. Altro particolare da notare sono i due confessionali che ricordano una piccola cappellina, anch'essa lignea e con bassorilievi della storia della salvezza.

 

Ultima tappa del giro è stata la cappellina feriale, l’altare qui è quadrato, secondo l’antica simbologia che faceva del quadrato il segno della terra, sulla quale il Signore si è incarnato e che è tutta redenta dal sacrificio della croce, messaggio reso ancora più evidente dal fatto che la base dello stesso è formata da quattro croci greche. Esso è sormontato dal ciborio decorato come una volta stellata che nell’iconografia orientale simboleggia la presenza di Dio. Particolare è anche il tabernacolo che tratteggia il profilo dell’edificio della chiesa stessa.

 

 

La visita è terminata lì con un momento di preghiera, dopo di che abbiamo potuto pure vedere la comunità che anima questa parrocchia. Infatti, abbiamo concluso questa prima uscita pomeridiana passando all’oratorio dove si svolgeva la “castagnata”, è stata quindi l’occasione per farci offrire la merenda ma soprattutto per incontrare e salutare coloro i quali vivono e rendono viva questa chiesa.

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