Gioventù bruciata - #8

Lettera #8

Cara Sara, scusami se ho tardato a scriverti, ma non è stato affatto un mese facile. Ti posso assicurare che mi sono sentito sballottolato a destra e a sinistra come se fossi una pallina di Pinball, ma, nonostante tutto, non ho perso la speranza di scriverti prima o poi. Forse oggi è il momento giusto.

L’alternanza del tempo qui a Roma (giornate calde e giornate fredde, giornate uggiose e giornate serene in cui l’umidità mi penetrava nelle ossa tanto da farmi irrigidire dal freddo; una canzone in particolare) e “Nonno Hollywood” di Enrico Nigiotti sono bastati a riportare alla mente, e soprattutto al cuore,  il ricordo di una persona a me tanto cara: mio nonno.

Un ricordo che ha colorato questo mese con colori a volte chiari ricordando i momenti di gioia e spensieratezza passati con lui, a volte colori scuri che mi hanno riportato a quel letto di ospedale e a quella stanza che non sentivo stretta solo io, ma anche lui, uomo libero e sempre pronto a mettersi all’opera.

Un mix di emozioni… Tutte mi hanno portato stranamente, a render grazie a Dio per il dono della vita. È chiaro che sto parlando di una vita “tolta”, ma per riaverla in pienezza. Mi dirai che è una frase da bigotto, da ragazzo di chiesa! Te posso dì che non è stato affatto un gioco da bambini affrontare quel momento e, per usare le parole della canzone, “dicono che con il tempo tutto quanto passa ma quand’è che passa!? Perché non mi passa”.

Sono passati otto anni: sono cresciuto ed è maturata anche la nostra amicizia, eppure non ti ho mai parlato di tutto questo che tenevo nella parte più profonda del mio cuore. Forse perché non volevo farti soffrire per ciò che hai vissuto anche tu negli anni del liceo per la perdita di tua nonna o, molto più semplicemente, perché l’ho ritenuto per molto tempo unicamente affar mio.

Ecco qui l’errore: molte volte ci son caduto. Spesso lo noto nelle coppie di amici come noi: non ce se fida fino in fondo dell’altro. Lasciamo nel cuore “ferite” che fanno male! “Ma porca miseria”, perché, quando mi sbucciavo le ginocchia a calcetto, correvo da mamma affinché mi disinfettasse la ferita e, ora, non corro dalla persona a cui ho detto tutto per condividere la mia pena?

Eppure la Scrittura è chiara:“Un amico fedele è medicina che dà vita, lo troveranno quelli che temono il Signore” (Sir 6,16). Un versetto significativo che mi porta a ringraziare il Signore per il dono della tua amicizia, ma che mi fa pensare a quante volte non l’ho considerato vero nei tuoi confronti. Ti chiedo scusa! Solo ora capisco quanto sia stato ingenuo a non condividere con te questa sofferenza. Solo ora me ne sono accorto. Solo ora che mi vengono lacrime da coccodrillo.

Forse è giusto piangere… Un pianto che libera, che ripulisce gli occhi ormai appesantiti solo di ricordi che non mi hanno permesso di alzare lo sguardo!

Te lo ripeto: scusami! Ci ho messo un mese per arrivare a questa conclusione forse scontata, ma penso sia sempre utile ripeterselo per convincersene sempre più in fondo: la vita – che è fatta di alti e bassi, di gioia e di ribellioni – è bella e vale la pena viverla con le persone che ci vengono messe accanto! Magari, come nel mio caso e forse anche nel tuo, l’importanza di una persona la comprendi fino in fondo solo quando se ne va.

Mi è ritornata in mente la canzone quando dice “ogni volta che vorrò sentirti, chiuderò gli occhi su questa realtà”: con il cuore in mano ti invito ad aprirli, perché non è con gli occhi chiusi che si affronta la vita ma con gli occhi aperti. Occhi che esprimono ciò che siamo, ciò che desideriamo. Occhi che in modo particolare svelano l’aspetto determinante: che viviamo.

Ti abbraccio forte come ho sempre fatto e spero che ben presto i tuoi occhi, come i miei, potranno parlare della vita in modo sempre più vero e libero!

C.

 

Avvisi

Sito web ufficiale del Pontificio Seminario Romano Maggiore

Hai commenti o suggerimenti sul sito? Non esitare, contattaci! Grazie della collaborazione.

Ubicazione

Piazza San Giovanni in Laterano, 4 - 00184 Roma

+39 0669 8621 | +39 0669 886159