Gioventù bruciata - #4

Lettera #4

Ciao,

Non so chi sei, ho ricevuto un tuo biglietto durante un incontro vocazionale fatto in parrocchia.

Scusami ma non riesco a scriverti senza darti un nome, per questo ti chiamerò Giulia, proprio perché all'incontro non c'era nessuna che avesse questo nome.

Mentre tornavo in seminario, sbirciando tra i bigliettini che durante l'incontro non erano stati letti, il tuo mi ha molto colpito, c'era scritto: "Se io non avessi il coraggio?".

Non so cosa ti ha condotto a questa domanda, ma sono sicuro che il tuo cuore ne ha molte altre come questa.

Devo subito deluderti Giulia, perché io non ho una risposta risolutiva alla tua domanda ma ne ho molte come te. Ci troviamo di fronte a questo paradosso a cui non riusciamo a dare un nome, anzi lo sperimentiamo dentro di noi senza poterlo definire fino in fondo.

Questo coraggio in realtà non so cosa sia, non so da dove venga, ma so che quando ci troviamo in certe situazioni e con la persona giusta, lo tiriamo fuori. Infatti accade spesso che decidi di condividere qualcosa con la persona che ritieni importante, ne sei convinto, pensi e senti di aver fatto la cosa giusta, ma proprio in quel momento in cui inizi a rilassarti un po', torna a farsi presente in noi la paura di andare fino in fondo e così rimaniamo sulla soglia, fermi e immobili.

Abbiamo paura di perdere, ma cosa? È proprio la paura che mi ricorda che la felicità non me la posso dare da solo.

Noi siamo abituati a pensare la felicità come la pace che ottengo in intorno a me, i confort, un amore idilliaco senza difficoltà, i sogni planetari. Invece "la felicità porta una spada: ti scuote come un lancio di dadi sul quale hai puntato tutto, ti toglie la parola e annebbia la vista" (G. K. Chesterton).

Giulia non so come si diventa felici, ma so con chi diventarlo. Soltanto l'amore ti fa stare in equilibro sul filo di questo paradosso. L'amore ti salva e ti fa fare l'esperienza del suo mistero che ti porta a domandare come sia possibile che in certe situazioni "un uomo inutile come me, può diventare indispensabile in certi momenti" (G. K. Chesterton). Proprio in questi momenti e in altri dove sperimenti il tuo errore e il tuo limite, proprio lì sei amato.

Sai Giulia, proprio di questo ringrazio il buon Dio. Se sono qui oggi a cercare di abbozzare una risposta alla tua domanda, tramite questa lettera, è perché ho avuto il coraggio di rispondere "Si" alla Sua domanda.

Non so se leggerai queste parole e non so se sei riuscita a rispondere al tuo interrogativo, ma sappi che io prego perché tu possa avere il coraggio di rispondere.

P.s. Molti adulti ci dicono che siamo una gioventù bruciata perché ci vedono senza animo, ma non ardiamo forse anche noi della stessa fiamma che arde in loro? Forse se ne sono dimenticati...

Michele M.
Qui i link alla Lettera #1, Lettera #2, Lettera #3.

Avvisi

Sito web ufficiale del Pontificio Seminario Romano Maggiore

Hai commenti o suggerimenti sul sito? Non esitare, contattaci! Grazie della collaborazione.

Ubicazione

Piazza San Giovanni in Laterano, 4 - 00184 Roma

+39 0669 8621 | +39 0669 886159