Gioventù bruciata - #1

Lettera #1

 

Più che un articolo, questa che sto scrivendo è una lettera. Infatti non ho in mente un argomento da trattare, ma qualcuno a cui rivolgermi. Non ho ben chiaro cosa scrivere, è vero, ma quantomeno ho un destinatario.

Come invito alla lettura- lo so- non è un granchè, ma sarebbe stato più sconveniente ritrovarmi con tante cose da scrivere senza sapere a chi rivolgerle. Insomma, poteva andare peggio: un testo senza destinatario è come un uomo senza destino.

Ma soprattutto, devo dirvi che sono molto cosciente dell’esito che avrà questa lettera, come ogni lettera rivolta ai giovani: a leggerla saranno gli adulti! Magari allettati dalla possibilità di trovare una strategia comunicativa efficace o qualche stratagemma che gli consenta di dialogare con un mondo- quello giovanile- che come linguaggio provvisorio ha, spesso, quello della contestazione.

Ora, che questo si realizzi in una ribellione esplicita o peggio, in una chiusura ermetica, poco importa, quel giovane davanti a noi ci sta contestando.                                                                                             

Quindi scrivere una lettera mi sembra un’ottima occasione per lanciarvi un’ esca, basta che non venga scambiata per un buon boccone. Non vorrei illudervi di potervi offrire un piatto di carbonara, quando ho tra le mani solo un verme.

E’ un’ esca, un tentativo di avvicinarvi: non vi sazierete!

Ecco è così, maldestramente, che vi scrivo, senza una reale intenzione. Non ho spunti di riflessione da proporvi, ne un Dio da sponsorizzare, anche se, essendo un seminarista e scrivendo sul sito del Pontifico Seminario Romano Maggiore(!), non potrò fare il vago ancora a lungo.  

Innanzitutto, mi spiego.

Per evitare equivoci vi dico subito che questa lettera non si occupa di disagio giovanile, come il titolo potrebbe far pensare, anzi, ad avviso di chi scrive, il disagio riguarda più le età adulte. Ne mi rivolgo ai giovani come se la gioventù stessa sia di per se disagevole.

Insomma l’equazione disagio-gioventù mi sembra un luogo comune ormai decrepito. Anche perché, nel mondo giovanile, spesso, il vero disagiato è il secchione con gli occhiali che sarebbe esattamente quello che nel mondo degli adulti è, invece, un bravo ragazzo. Insomma gli schemi interpretativi qui si ribaltano totalmente, così per evitare di parteggiare per l’ uno o per l’altro, farò lo sforzo di rivolgermi sia al secchione, sia al fattone; sia al ragazzo che usa gli occhiali, sia al ragazzo che usa il collirio.

In fondo vi scrivo per dirvi che il titolo “gioventù bruciata” mi piace. E voglio spiegarvi il perché. Dopodichè arrivederci e grazie!

Mi piace perché la gioventù non può far altro che bruciare. Ecco il motivo.

E’ il fuoco il vero discrimine tra chi è giovane e chi non lo è più: un giovane è materiale rovente, acceso.  Dove la vita si surgela non c’è più traccia di gioventù. Surgela chi vuole conservare, fare approvvigionamenti di tempo, ma curiosamente è proprio quello che perderà tutto: chi vuole trattenere alla fine perde. Per Dante addirittura perde la vita stessa, tanto che l’ultimo girone dell’inferno lo raffigurerà proprio come un lago ghiacciato: luogo asettico dove le anime assomigliano a filetti Findus.

San Paolo, tanto per citare un autore neutrale, rilancia e  dice che ci si “salverà come attraverso il fuoco”: le fiamme ci porteranno in Paradiso. La salvezza si, ma a costo di bruciare. E bruciare, perché no, anche di gioventù.

Bruciarla fino in fondo, fino all’ultimo arrosticino,  perché ciò che non è stato bruciato, andrà perso.

Forse la gioventù è la più ghiotta occasione che abbiamo per lanciarci verso il Paradiso. Perché anche noi, siamo così: così simili alle lettere. Siamo fiumi di parole, con le loro storie e i loro intrecci, i loro non detti e i loro capricci, ma anche noi proprio come le lettere, non possiamo rimanere senza un destinatario…rimarremmo senza un destino!

 

-Ami la vita?

-Si, amo la vita. 

–Allora hai fatto metà del cammino

 [Dostoevskij, I fratelli Karamazov]

 

Con affetto,

Roberto Buattini
 

 

 

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