Gaudete et Exsultate - Beata Chiara Luce Badano

Beata Chiara Luce Badano

     Si può essere felici nella vita…ed è più facile del previsto.

 

 

Chiara Badano, nasce a Sassello il 29 ottobre 1971. I genitori non potevano avere figli e per molto tempo si sono affidati alla Providenza di Dio. Essi hanno sperato non con la pretesa di aver un figlio, ma con l’umiltà di chi chiede un dono: e con questo spirito hanno accolto Chiara!

In famiglia viene educata alla fede.

Chiara è una ragazza normale.  …Oggi bisogna sottolineare e stupirci quando ci si imbatte in persone “normali”!

Chiara vive tutto ciò che vive una ragazza della sua età: la scuola, lo sport, i primi innamoramenti, le amicizie… e anche le delusioni: in un anno del liceo fu bocciata; e il ragazzo di cui si era innamorata la rifiutò per un’altra.

A soli nove anni, fa un incontro che le cambierà la vita: conosce il Movimento dei focolarini fondato da Chiara Lubich. Qui entra in contatto con la Persona di Dio, di cui già in famiglia aveva sentito parlare, e ne fa esperienza; nella comunità dei focolarini incontra il volto di Cristo e se ne innamora.

A 17 anni scopre di esser stata colpita da un terribile tumore.

Lo seppi da mia madre. Ricordo ancora perfettamente lo shock subito dopo aver appreso la notizia: da sola, al buio del mio letto, mi domandavo perché mai una simile disgrazia fosse successa proprio a Chiara, e non a me, per esempio. Ricordo l’angoscia di quei momenti, ma più forte la voglia di credere ancora all’amore di Dio.” (Chicca Coriasco, migliore amica di Chiara)

Racconta la madre che Chiara, appena ricevuta la diagnosi, fu colpita da un’angoscia terribile; si buttò a letto e non volle parlare con nessuno per 25 minuti: era il suo Getsemani.

Ma quando si alzò, iniziò a camminare verso il suo Calvario, con voltò sereno, anzi luminoso.

 

“Il tuo viso così luminoso dice il tuo amore per Gesù. Non temere, Chiara, di dirgli il tuo sì momento per momento. Egli te ne darà la forza, siine certa! […] Dio ti ama immensamente e vuole penetrare nell’intimo della tua anima e farti sperimentare gocce di cielo. “Chiara Luce” è il nome che ho pensato per te; ti piace? È la Luce di Dio che vince il mondo.” (Da una lettera di Chiara Lubich)

Negli ultimi giorni, Chiara si prepara… ma non a morire; lei parla esplicitamente di un matrimonio!

Chiara non era matta: sapeva perfettamente a cosa andava incontro. La sua testimonianza non è un offesa a quanti affrontano la malattia e la morte.

Chiara non sa rispondere alla domanda: “Perché proprio a me? Perché Dio permette che una ragazza di 17 anni resti costretta in un letto d’ospedale fino alla morte?”

“In quella stanzetta non siam noi che aiutiamo lei, andandola a trovare. È lei l’anima, la radice, la moneta preziosa di tutto il nostro agire, mi sento inserito in un miracolo dell’amore di Dio. Il giorno in cui aveva appena appreso la notizia che avrebbe perso l’uso delle gambe, mi sono precipitato da lei, pensando a come potesse sentirsi. Con mia grande sorpresa, lei mi accoglie nella sua stanzetta con un “ciao!” e mi chiede anche dell’esame che stavo preparando” (Fabio Garetto, amico di Chiara Luce allora specializzando in medicina).

Chiara non sa la risposta e nemmeno la cerca… Chiara aveva trovato il segreto della vita; aveva trovato qualcosa, o meglio Qualcuno che la trasfigurò! La luce del suo viso non era frutto di capacità umane, né di qualche convinzione acquisita, ma è il frutto spontaneo di chi segue il Signore Gesù Cristo.

Il Cristianesimo non è un cumulo di valori, di dottrine, di cultura, di arte, di atteggiamenti e comportamenti, di comandamenti…Il Cristianesimo non è una bandiera, un partito.

Non si va in Chiesa o da un padre spirituale per trarne dei benefici nella nostra vita psicologica e sociale: ”Perché mi fa stare meglio” No, Il Cristianesimo non è una filosofia di vita.

Il Cristianesimo è in sé il fine stesso di una vita. Si va in Chiesa, nella comunità dei credenti, per vedere Gesù! Gesù è il fine: amarLo, vivere per Lui; I benefici che si possono trarre sono assolutamente secondari.

Tutte le scelte e il vissuto di un cristiano si stagliano in questo orizzonte: Cristo è la meta della vita. Gli altri obiettivi non perdono valore, ma prendono il loro giusto posto; sono cioè ordinati a quel fine; sono buoni soltanto se avvicinano alla meta!

Per questo il cristiano può mostrare che ama il Signore anche in un letto d’ospedale con un cancro!

Chiara è testimone (martire) di questo.

Chiara morirà all’alba del 7 ottobre del 1990; poco prima, aveva salutato la mamma dicendole:

“Sii felice perché io lo sono!”.

La sua storia divenne famosa in tutto il mondo. Fu beatificata da Benedetto XVI nel 2010.

Diceva Chiara…

 “Chissà quanti segni Dio ci manderebbe se fossimo sempre in questa disposizione d’animo, pronti a tutto… Ho compreso anche che quante volte Dio ci passa accanto e noi non ci rendiamo conto!

Per chi ha letto e sente il desiderio di un tale fuoco nella propria vita, preghi nel segreto della propria camera il Padre. Invochi accanto a sé Chiara Luce e le chieda il suo aiuto e la sua intercessione: la vita è troppo breve ed è l’unica che abbiamo… è da folli vivere un solo istante senza Dio; senza, cioè, Colui che è il vero e ultimo significato del nostro volare nell’abisso dell’esistenza.

Anche tu puoi diventare Luce!

“Cristo vive. Egli è la nostra speranza e la più bella giovinezza di questo mondo. Tutto ciò che Lui tocca diventa giovane, diventa nuovo, si riempie di vita. Perciò, le prime parole che voglio rivolgere a ciascun giovane cristiano sono: Lui vive e ti vuole vivo!” (Papa Francesco)

Pietro Giordano

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