Gaudete et Exsultate - Pier Giorgio Frassati

Pier Giorgio Frassati, il ragazzo delle otto Beatitudini.

 

Così Giovanni Paolo II ha definito Pier Giorgio Frassati, oltre che “un alpinista ... tremendo” in occasione della beatificazione del giovane, avvenuta il 20 maggio 1990.

Pier Giorgio è stato un ragazzo ricco di entusiasmo, gioia e intraprendenza e il suo carisma può parlare ancora a molti giovani del XXI secolo: per questo mi piacerebbe mettere in evidenza tre aspetti della sua personalità: la sua fede, l’amicizia e il servizio ai poveri.

«Vivere senza fede, senza un patrimonio da difendere, senza sostenere una lotta per la Verità non è vivere ma vivacchiare...».

 

Di questo era convinto Pier Giorgio, che aveva ricevuto dalla mamma l’educazione religiosa. La sua non era una fede da vivere nei momenti liberi, quando si ritrovava da solo, ma una fede che permeava tutte le sue esperienze e che lo ha sostenuto davvero nei momenti più dolorosi, come quando, per non creare dissidi nella sua famiglia, ha rinunciato all’amore per una ragazza di cui era innamorato. La fede sicuramente nutriva il suo amore per la natura e per le scalate in montagna, perché è solo con lo sguardo della fede che nel creato possiamo cogliere l’attenzione e la cura che Dio ha per l’uomo.

«Io vorrei che noi giurassimo un patto che non conosce confini terreni né limiti temporali: l’unione nella preghiera».

 

Sulla condivisione della fede Pier Giorgio ha basato le sue amicizie più importanti: il 18 maggio 1924, infatti, egli ha fondato con un gruppo di amici la Società dei Tipi Loschi, associazione basata su uno spirito di allegria e goliardia ma che aveva come base l’unione nella fede e nella preghiera reciproca. Egli sapeva che un’amicizia, sebbene sia un bisogno dell’uomo, si esaurisce se non è continuamente arricchita dall’attenzione per l’amico, e che l’attenzione più grande è quella di chi davanti a Dio pronuncia il nome di qualcun altro.

«Aiutare i bisognosi è aiutare Gesù».

 

Infine, la vita di Pier Giorgio è stata una vita spesa vicino ai poveri: spesso gli amici lo vedevano tornare a casa a piedi perché magari aveva dato ad uno più povero i soldi che avrebbe dovuto usare per il tram. Proprio stando con i poveri Pier Giorgio ha contratto una meningite fulminante che in una settimana lo ha portato alla morte, avvenuta il 4 luglio 1925. Il giorno dei suoi funerali, i genitori si stupirono della folla presente perché non sapevano del bene che compiva loro figlio: un servizio, quindi, reso ancora più prezioso dal silenzio e dal nascondimento in cui era avvolto.

 

In Pier Giorgio Frassati, noi giovani del XXI secolo possiamo vedere un modello di instancabile desiderio di autenticità: un ragazzo che non si è accontentato di ciò che aveva e di ciò che poteva mediocremente vivere, ma che ha trovato la sua felicità in una vita resa piena dalla certezza della Verità e dal dono di sé agli altri.

Colux

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