Gaudete et Exsultate - Santa Maria di Gesù Crocifisso pt.1

Maryam: la piccola araba

La “piccola araba” è una santa un po’ sconosciuta ma questo non ripaga la sua vita di autentica cristiana alla sequela del Maestro Gesù e il suo messaggio per il mondo. Tra i vari insegnamenti che ci trasmette col suo esempio, e che riporterò in seguito, ne riporto quattro che penso più utili vita quotidiana:

  • La misericordia di Dio:“In cielo gli alberi più belli sono quelli che hanno peccato maggiormente sulla terra. Perché? Perché si sono serviti dei loro peccati come concime che hanno deposto ai piedi dell’albero”.
  • La bellezza della piccolezza: “Beati i piccoli! Per loro vi è posto ovunque. Ma i grandi imbarazzano dapertutto”.
  • La luce, per la vita quotidiana, che viene dallo Spirito Santo:“Lo Spirito Santo non mi rifiuta nulla” diceva.
  • Tre armi nella lotta spirituale: umiltà, obbedienza e carità.

Santa Maria di Gesù Crocifisso, chiamata “la piccola araba” o anche Maryam di Betlemme, è stata beatificata da Giovanni Paolo II il 13 novembre 1983 e canonizzata da Papa Francesco il 17 maggio 2015.

La sua vita è un susseguirsi di manifestazioni soprannaturali. Una vita degna di Santa Caterina da Siena o di padre Pio: ha ricevuto le stimmate, aveva i rapimenti mistici, le levitazioni, la conoscenza dei cuori, il dono della profezia, la trasverberazione del cuore, ed aveva straordinari combattimenti contro Satana (ad esempio per 40 giorni sarà permesso da Dio un attacco soprannaturale e furioso contro Maryam affinché il diavolo strappi dalle sue labbra anche un solo lieve lamento, senza mai riuscirci).

Penso che Dio faccia dono di questi grandi santi, che vivono tra il mondo naturale e il mondo soprannaturale, alla sua Chiesa per vari motivi ma uno forse è quello di insegnare ai suoi figli qualcosa di importante da vivere nella loro ordinarietà e quotidianità. Infatti, siamo chiamati a percorrere i passi della maggior parte degli uomini e cioè vivere nella semplicità e quotidianità, e anche radicalità, la nostra fede. Mi fermerò di più sulla sua testimonianza di vita e su alcuni insegnamenti, sorvolando su molti aspetti mistici della sua vita: penso che in questo breve racconto della sua vita possa essere più utile questo. Insegnamenti semplici e utili che possono servire per la vita di tutti i giorni poiché è qui che Dio ci vuole incontrare, è qui che Dio ci vuole perdonare ed è qui che Dio ci vuole santificare.

Ma chi è Maryam?

I suoi genitori erano molto poveri, una povertà fatta di cose materiali, ma ricchi di una grande fede. Si erano stabiliti in un paesino della Galilea, vicino a Nazareth. Baouardy, il padre, ed Ebeline, la madre, diedero alla luce quattrodici figli, ma i primi dodici morirono chi alla nascita e chi giovanissimo. Questa fu una prova molto dura per loro che come ogni famiglia sognava di avere dei figli. Dopo il dodicesimo decesso decisero di fare un pellegrinaggio a Betlemme per chiedere alla Madonna una bambina, e vi andarono a piedi. Pregarono con fervore offrendo un cero grande quanto il peso di un bambino di tre anni. Poco tempo dopo nacque senza problemi Maryam, il 5 gennaio 1846. Dopo di lei nacque anche un altro figlio alla famiglia. All’età di tre anni Maryam incontra per la prima volta il dolore: i genitori muoiono ed ecco che lei e il fratellino rimangono orfani. Il signor Baouardy sentendo che si avvicinava la morte prende la piccola tra la braccia e la affida a San Giuseppe “Padre Giuseppe, io, padre di questa bambina, devo partire; ma ti affido la mia bambina, sii tu suo padre!” e anche alla Madonna “Ti affido la mia bambina, sii tu la madre, proteggila sempre!”. Detto questo egli si spense serenamente. Sia San Giuseppe che soprattutto la Madonna avranno un grande ruolo nella vita di Maryam. Dopo poco quindi, morì anche la madre e la bambina fu affidata a uno zio che abitava a Ibilin, mentre il fratellino, che lei non vedrà mai più, fu affidato a un'altra famiglia vicino a Nazareth.

Nella casa dello zio un giorno stava giocando con un piccolo uccellino e vedendolo sporco decise di lavarlo: lo lavò talmente tanto che il povero volatile morì creando un duro colpo al cuore della piccola Maryam. È qui che si inserisce per la prima volta nella sua vita il soprannaturale: mentre lei era sprofondata in un gran dolore infantile una voce le suono nel cuore, una voce dolce e forte. Quella voce le diceva “E’ così che tutto passa! Se vuoi donarmi il tuo cuore, io ti rimarrò sempre”. Per la prima volta Maryam è all’ascolto di Dio stesso: da qui lei percepirà un senso profondo di ciò che passa e di ciò che resta. Quest’evento accade quando aveva circa cinque o sei anni e da questa tenera età Maryam comincia a volgersi totalmente a ciò che “resta sempre”.

Maryam era stata promessa sposa a un ragazzino già quanto era in questa età, siamo nel 1958 e i matrimoni si combinava e organizzavano quando i ragazzi erano già piccoli. A dodici anni iniziano a provarle già i primi abiti da sposa. La data del matrimonio si avvicina: la ragazza si ricorda che all’età di circa cinque anni ha risposto alla chiamata di Dio di donarsi interamente a Lui. Si oppone al matrimonio ma non vi è nulla da fare, lo zio è irremovibile. Intanto Maria Santissima veglia sulla ragazza e la notte prima del matrimonio le suggerisce di tagliarsi i capelli, come fece S. Caterina da Siena. Infatti non era possibile per un orientale all’epoca sposare una ragazza senza capelli. Il giorno dopo lei si toglie il velo ed ecco lo scandalo per la famiglia sua e dello sposo. Lo zio è furibondo è la picchia a sangue, infatti lei porterà le cicatrici per tutta la sua vita. Si ritrova a diventare schiava nella casa zio subendo le umiliazioni dalle altre schiave. Ma lei ricca dell’intimità che aveva con il Signore riesce ad accettare tutto ciò che li accade con molta fiducia. Intanto viene a sapere che un musulmano si doveva recare a Nazareth e ricordandosi del fratello, che si trova li vicino, vuole farli giungere un messaggio. Va dalla famiglia mussulmana la quale insiste che resti a cena prima di partire. Durante la cena però nasce una discussione tra il capo famiglia, il quale aveva notato le tracce delle botte ricevuto dallo zio, e la piccola araba: egli diceva a lei di passare all’Islam e lasciare la religione cattolica ma Maryam reagisce con un no secco e anzi aggiunge “Sono cattolica e spero di morire nella mia fede cattolica che è la sola vera”. A questa risposta il mussulmano perde il lume della ragione e la colpisce con una scimitarra sulla gola; un colpo mortale. Decidono con la moglie di sbarazzarsi della piccola araba non dicendo niente a nessuno gettando il corpo in un luogo nascosto, una specie di grotta. Si fermerà qui la storia della piccola araba, che si può dire di aver subito il martirio? No. A lei succederà qualcosa di misterioso: una specie di N.D.E (near death experience). Infatti vede ciò che si trova nell’aldilà venendo a conoscenza di vari misteri. Ma a un certo punto, mentre è immersa in questa visione beatifica, le viene detto “Maryam, il tuo libro non è finito, devi tornare sulla terra!”. Si risveglia, senza sapere il perché si trova in questa grotta, e accanto a se vede una donna. Questa signora sta semplicemente lì accanto a lei con una dolcezza straordinaria e medica le sue ferite portandole da mangiare una specie di minestra buonissima. Di fronte a questo piatto così buono la piccola araba ne chiede ancora ma la signora le risponde “Maryam, no, per il momento basta così!”. In un secondo momento le spiegherà “Maryam, ricordati di non fare come quelle persone che pensano di non averne mai abbastanza! Dì sempre: ‘Basta così!’ Sii sempre contenta malgrado ciò che dovrai soffrire”. Poi la signora, che si mostrerà essere la Madonna, farà capire alla ragazza che nella sua vita dovrà soffrire molto ma alla piccola araba rimarrà sempre nel cuore la frase “Sii sempre contenta! Il Signore che è buono ti darà sempre in necessario”. Questo invito sarà per lei un insegnamento prezioso e luminoso per tutta la sua vita. Tutto ciò che gli accadrà nella vita lo accoglierà per fare passi da gigante nell’amore e abbandono in Dio. Una volta guarita la Signora le darà delle indicazioni da rispettare, come il non farsi mai riconoscere dai suoi parenti o l’indicarle il luogo dove morirà, la accompagnerà nella città di Alessandria e qui quando Maryam incontrerà un sacerdote scomparirà. Si ritroverà sola in questa città ma verrà comunque aiutata a trovare un lavoro e per molti anni, cambiando più volte paese, farà come lavoro la serva. In questo periodo di vita vi è in lei un profondo amore verso le persone che si vengono a trovare accanto a lei, soprattutto i malati. Il fuoco d’amore verso Dio e i fratelli è così grande che non avrà paura di nessuna difficoltà che gli capita: non avrà paura di soffrire mille sofferenze pur di portare gli altri a Dio con le sue preghiere, con il suo sacrificio e con il suo esempio. Nei vari anni riceve vari doni mistici.

All’età di 19 anni si trova a Marsiglia presso le suore di San Giuseppe accanto a una suora come aiuto in cucina. L’intenzione di Maryam era quella di entrare in quest’ordine ma le superiore videro in lei troppe cose che non corrispondevano al carisma dell’istituto e decisero di orientarla verso un ordine più contemplativo. A 20 anni lascia le suore di San Giuseppe per entrare al Carmelo di Pau (vicino Lourdes) in Francia: qui si trova a suo agio nel più profondo del suo essere. Dato che non sa leggere e scrivere le viene dato il posto di “suora conversa” per occuparsi dei lavori del monastero come cucina, giardino, lavanderia, riparazioni, ecc. Partirà per l’India con altre suore perché Mons. Maria Ephrem, padre carmelitano e la cui diocesi è in India, chiede di fondare a Mangalore un monastero. Durante la durezza del viaggio tre carmelitane perdono la vita: Maryam riesce ad arrivare a Mangalore e sarà fra le suore fondatrici e qui che pronuncerà anche i suoi voti perpetui. Per vario tempo in India vive bene tra l’affetto e la stima degli altri ma a un certo punto Gesù la farà partecipe di una sua particolare sofferenza, quella del rifiuto totale dei suoi più intimi amici. Infatti a un certo punto tutta la comunità, la sua stessa superiora, il suo padre spirituale, ed anche il Vescovo locale dichiareranno che suor Maryam di Gesù Crocifisso è nell’illusione spirituale e che le sue parole e doni vengono dal maligno. Nel più profondo del suo cuore la piccola araba rimane in una pace imperturbabile e si affida totalmente a Dio. Lei viene intanto fatta ritornare in Francia al Carmelo di Pau, e di lì a poco lo Spirito Santo illuminerà la superiora del Carmelo di Mangalore la quale dirà che si era sbagliata facendo passare la tempesta che aveva investito la piccola araba.

Dopo un po’ di tempo il Signore le mostra che dovrà costruire due Carmeli in Palestina, uno a Betlemme e uno a Nazareth. Nel 19° secolo la Palestina aveva un governo turco e tutto si poteva pensare tranne questo. Ma Gesù insiste più volte con lei su questo punto e infatti ci sarà la costruzione di entrambi i monasteri superando varie difficoltà, che a un primo momento sembravano insormontabili.

Suor Maria di Gesù Crocifisso rimarrà circa tre anni nel Carmelo di Betlemme continuando il suo servizio in comunità e offrendo la sua giornata e la sua preghiera per il bene di tutti. È ricordata come colei che, accanto a un carattere impetuoso, aveva sempre il buon umore e come colei che aveva, anche nella prova più ardua, sempre una parola di conforto e di speranza per tutti.

All’età di 32 anni si ferisce a una gamba che va in cancrena e raggiunge il braccio, malattia incurabile all’epoca. Muore a Betlemme, così come molti anni prima all’età di 12 anni gli aveva detto Maria Santissima quando le chiese “sii sempre contenta”, nascendo al cielo il 26 agosto del 1878.

Benevento