Gaudete et Exsultate - San Luigi Maria Grignon pt.2

Quel «pazzo» del Montfort

Per capire ancora meglio la personalità del santo, tralasciando il percorso della sua esistenza che sarebbe molto lungo da riportare, si possono raccontare alcuni episodi della sua vita. Ad esempio egli non amava dare mai il suo nome nei luoghi dove andava per alloggiare in quanto la carità la si doveva fare per amore di Cristo e non per amor suo, rinunciando alle umane considerazioni. Famoso un episodio, tra i tanti del santo sulla stessa linea, dove egli dovendo passare per Montfort, per una missione in un luogo lì vicino, non usò il suo nome per alloggiare dalla sua vecchia nutrice ma chiese solo «per amore di Gesù Cristo» di essere ricevuto lui e il suo compagno di missione. La donna, che lo aveva custodito da piccolo, rifiutò la richiesta, in quanto il santo per non farsi riconoscere aveva mandato il suo compagno.

Allora egli, come alternativa, andò a dormire da un uomo poverissimo e vecchissimo che alla richiesta «per amore di Gesù Cristo» accolse con gioia i due condividendo con loro il pane che aveva e la sua piccola casa. Il giorno dopo saputo chi era colui che aveva rifiutato di far alloggiare la donna e anche i vicini andarono a chiederli perdono. Egli colse l’occasione per insegnare loro che la vera carità deve essere più divina che umana e più soprannaturale che naturale. Un altro esempio è quando egli comprava cattivi libri o libri di canzoni volgari per poi distruggerle insegnando ai venditori ed altri di essere felice di non permettere che non si commettesse anche un solo peccato a causa di questi libri. Si può dire che dei suoi quarantatre anni di vita gli ultimi dieci anni di vita li trascorse camminando sempre, e preferiva sempre andare a piedi. Il santo morì nel 1716 e fu sepolto a Saint-Laurent-sur-Sèvre.

Tra le sue opere più importanti, anche se ha scritto poco, va ricordato L’amore all’eterna sapienza, la Lettera agli amici della croce e il Trattato della vera devozione a Maria. L’ultimo libro è quello più conosciuto: molte persone, anche santi, lo hanno letto, riletto e meditato. Nei suoi scritti appare una grande radicalità e richiamo a una scelta di campo: o con Cristo o con il mondo. Inoltre vi si mostra una grande fiducia nella Provvidenza anche di fronte a mille difficoltà e sofferenze, segno queste per lui dei discepoli di Cristo. Alcune parti dei suoi scritti possono sembrare un po’ ostici: ha un modo di esprimersi diverso dal nostro, ma rimane tutta la ricchezza dei contenuti.

Il suo intento principale e ben riuscito, e sul quale vorrei soffermarmi e concludere, è stato quello di far scoprire la ricchezza della relazione con Maria. Una relazione con Maria che va alimentata e vissuta, seguendo l’esempio di Gesù Cristo stesso, e che possiamo curare tutti. Questo legame prezioso con Maria non solo permette di non arretrare nella vita di fede di fronte alle difficoltà ma aiuta ad essere strumenti di grazia, di gioia e di salvezza, nella maniera in cui si rimane fedeli al legame stesso. Siamo invitati a fare alleanza con Maria. Quest’ alleanza con Maria, come dice Forlai, non è un bel gioco devoto ma il prendere posizione nella lotta escatologica tra la Nuova Eva e il drago. È il mettersi dalla sua parte con responsabilità anche quando siamo bracati dalla paura o dal pericolo. E questa alleanza non è rivolta solo ad alcuni ma è rivolta a tutti: si può ricordare ad esempio la vita di Chiara Corbella, oggi molto conosciuta e di grande esempio. Essa viveva una stretta e bellissima relazione con Maria, infatti viene riportato da padre Vito, suo padre spirituale, che Chiara «dialogava con la Madonna, aveva un rapporto vivo con lei».

E chi più di Chiara non si è sentita bracata dalla paura del cancro e della morte. Forte di questa relazione con Maria, che è «una forza interiore» e che la rimandava continuamente a Cristo, lei non solo ha mantenuta salda la fede ma è stata anche seme di speranza ed esempio di una santità gioiosa nella croce per molti giovani della società di oggi.  Per cui anche «quando il nostro annuncio del vangelo-Crocifisso risulta debole e i nostri tentativi sterili» anche «quando il lavoro da fare è enorme e quando il male che ci circonda insidiandoci sembra invincibile» bisogna affidarsi e allearsi con Maria, così come ha fatto San Luigi Maria Grignion per tutta la sua vita. Infatti bisogna imitare «i grandi santi devoti di Maria» che «non hanno avuto un attimo di tregua. Ma la loro forza era già tutta nella fede: essi vedevano la vittoria quando ancora era impossibile scorgerla, e sapevano che la Madre del Signore avrebbe schiacciato definitivamente la testa del serpente. Per questo rimasero sereni in mezzo alla bufera e, ignorando la fatica, raggiunsero la mèta del loro amore».

Benevento

 

Qui sotto troverete il link alla prima parte dell'articolo su San Giovanni Maria Grignon

http://www.seminarioromano.it/la-sagrestia/gaudete-et-exsultate/368-gaudete-et-exsultate-san-luigi-maria-grignon-pt-1

 e ai due articoli della nostra rubrica, dedicati a Chiara Corbella Petrillo

http://www.seminarioromano.it/la-sagrestia/gaudete-et-exsultate/328-gaudete-et-exsultate-chiara-corbella-petrillo-pt-1

http://www.seminarioromano.it/la-sagrestia/gaudete-et-exsultate/333-gaudete-et-exsultate-chiara-corbella-petrillo-pt-2

 

Fonti utilizzate

[1] Un pensiero al giorno con Montfort, (Shalom)

[2] Luigi Maria Grignion da Monfort, saggio autobiografico, don Giuseppe de Luca

[3] Itinerario spirituale di S. Luigi Maria di Montfort, Stefano de Fiores

[4] Madre degli Apostoli, Vivere Maria per annunciare Cristo, Giuseppe Forlai

[5] Piccoli passi possibili, (Porziouncola)

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