Gaudete et Exsultate - Immacolata Concezione

Io sono l'Immacolata Concezione

«Vergine Madre, figlia del tuo figlio,

umile e alta più che creatura,

termine fisso d'etterno consiglio,

tu se' colei che l'umana natura

nobilitasti sì, che 'l suo fattore

non disdegnò di farsi sua fattura.»

 

Cari amici,

buona solennità dell’Immacolata Concezione!

La nostra rubrica, che nasce per proporre modelli di santità a cui siamo particolarmente legati, non può non soffermarsi su Colei che è la piena di Grazia; l’ultimo dono del Redentore morente a noi suoi figli, il testamento di Gesù Cristo; il segreto dei cristiani; “l’autostrada” che porta direttamente al cuore della Trinità; la “scorciatoia” per la Santità.

I quei versi sublimi del canto 33° del Paradiso, il Poeta fiorentino affresca la Madre del Signore e la sua imprescindibilità nella nostra vita spirituale con grande efficacia:

Donna, se' tanto grande e tanto vali,

che qual vuol grazia e a te non ricorre,

sua disïanza vuol volar sanz' ali.

 

Chi vuole incontrare lo sguardo di Cristo e non “ricorre a lei”, è come uno che vuol volar senz’ali!

 

Nel 1854, il giorno 8 dicembre, sotto le volte della Basilica di S. Pietro, il Papa Pio IX promulga la Bolla di indizione del dogma, Ineffabilis Deus, in cui si legge:

Perciò, dopo aver presentato senza interruzione, nell'umiltà e nel digiuno, le Nostre personali preghiere e quelle pubbliche della Chiesa, a Dio Padre per mezzo del suo Figlio, perché si degnasse di dirigere e di confermare la Nostra mente con la virtù dello Spirito Santo; dopo aver implorato l'assistenza dell'intera Corte celeste e dopo aver invocato con gemiti lo Spirito Paraclito; per sua divina ispirazione, ad onore della santa, ed indivisibile Trinità, a decoro e ornamento della Vergine Madre di Dio, ad esaltazione della Fede cattolica e ad incremento della Religione cristiana, con l'autorità di Nostro Signore Gesù Cristo, dei Santi Apostoli Pietro e Paolo e Nostra, dichiariamo, affermiamo e definiamo rivelata da Dio la dottrina che sostiene che la beatissima Vergine Maria fu preservata, per particolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, immune da ogni macchia di peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento, e ciò deve pertanto essere oggetto di fede certo ed immutabile per tutti i fedeli.

Il dogma fu definito dopo una lunghissima storia che affonda le sue radici nei primissimi secoli della Chiesa. La discussione arriva fino alla metà del 1800 e si inserisce in un ciclo di apparizioni mariane che mostrarono la presenza perpetua di Dio nella Storia umana. Mi riferisco soprattutto a tre apparizioni: Roma (1842) – Lourdes (1858) – Fatima (1917).

Fu la Madonna stessa ad autoproclamarsi “Immacolata”, quando, rispondendo a Bernadette che le chiedeva il nome, rispose: “Io sono l’Immacolata Concezione”.

Bernadette e le apparizioni a Lourdes iniziarono ad essere prese sul serio dal clero locale proprio dopo aver appreso il nome della “bella Signora”: la povera contadinella non poteva saper neppure pronunciare quell’altissima definizione (“Immacolata Concezione”).

Le apparizioni si conclusero nel mese di Luglio; a Dicembre dello stesso anno, il Vicario di Cristo donò alla Chiesa il dogma.

 

 

[In alto: Proclamazione del dogma dell'Immacolata Concezione]

Nella Figlia di Sion, Dio mantenne la promessa: "Porrò inimicizia fra te e la donna, fra la tua e la sua stirpe"; ella, la nuova Eva, è la vera madre di tutti i viventi, perché è la Madre di Colui che è il Vivente; ella ha schiacciato la testa del Maligno, il quale, insieme a tutto l’inferno, trema di terrore al solo pronunciamento del nome suo dolcissimo; ella ha dato la vita a Colui che è la Vita, perché si è lasciata “oscurare” dall’ombra dell’Altissimo: Egli si è accovacciato come un leone attorno a Lei, la quale, immagine della Chiesa, è la gloria, la gioia, l’onore del nostro popolo. L’Agnella senza macchia è stata scelta dal gregge: proprio dalla nostra famiglia, dal popolo dei battezzati, è stata scelta la Madre del Re, la quale siede sul trono del Paradiso, accanto al Figlio suo, come Sovrana del cielo e della terra, al cui nome si rallegrano i cieli e tremano di terrore gli abissi.

“Come sono belle le tue tende, Giacobbe,

le tue dimore, Israele!”(Nm 24,5)

La nuova Israele è la Chiesa: se è vero che siamo un sol corpo; se è vero che tutte le membra gioiscono se una sola tra esse gioisce… allora rallegriamoci in colei che è l’amica di Dio.

Non dimentichiamoci però che ella non ha smesso di essere creatura come noi: anche Lei, nonostante la Grazia, è stata pienamente responsabile della sua fede! Tutta la Creazione, gli angeli… Dio stesso aspettavano con trepidazione il suo amen e lei poteva rifiutarsi!

Ella invece ha offerto il suo corpo, come sacrificio vivente, donandosi al Signore ogni istante della sua vita, fino al Calvario, dove si unì all’offerta del suo Figlio: Lei, agnella senza macchia, Lui, agnello sgozzato.

Imitiamola: il suo non era un “si” costretto, ma desiderato e pienamente consapevole; tale sfumatura lo esprime chiaramente il verbo del testo originale in greco, espresso al modo ottativo (“γένοιτο”).

Invochiamola a nostro sostegno e a nostra difesa: l’Avvocata dei peccatori, quale buona Madre, non correrà in nostro soccorso? Forse non verrà a schiacciare la testa di Satana che vuole allontanarci dal Figlio suo?

Non accontentiamoci delle valli: puntiamo alle vette alte, puntiamo al meglio, alla Santità!

Gioiamo e esultiamo, con gli angeli e i santi, in Lei.

Maria ci incoraggi, ci sostenga e ci custodisca.

 

Mater mea, Fiducia mea.

 Pietro Giordano

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