Gaudete et Exsultate - Presentazione

«Il Signore chiede tutto, e quello che offre è la vera vita, la felicità per la quale siamo stati creati. Egli ci vuole santi e non si aspetta che ci accontentiamo di un’esistenza mediocre, annacquata, inconsistente. […] Non ci si deve aspettare qui un trattato sulla santità, con tante definizioni e distinzioni che potrebbero arricchire questo importante tema, o con analisi che si potrebbero fare circa i mezzi di santificazione. Il mio umile obiettivo è far risuonare ancora una volta la chiamata alla santità, cercando di incarnarla nel contesto attuale, con i suoi rischi, le sue sfide e le sue opportunità. Perché il Signore ha scelto ciascuno di noi «per essere santi e immacolati di fronte a Lui nella carità» (Esortazione Apostolica, GAUDETE ET EXSULTATE)

Sono un giovane cristiano che cerca Dio. Qualche giorno prima dell’annuncio della pubblicazione dell’ultima Esortazione Apostolica del nostro Santo Padre, mi è stato chiesto di contribuire alla pagina web del nostro Seminario, curando una rubrica su Santi e Beati. Questa felice coincidenza è stata un incoraggiamento a iniziare, con la speranza che la scoperta di tanti uomini e donne che hanno mirato ad una felicità piena e vera, sia di stimolo a tutti perché sia coltivata la nostra prima vocazione: “In Lui ci ha scelti, prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati nell’Amore” [Ef 1,4]. La Chiesa, fin dagli albori, ha custodito e diffuso con particolare attenzione i modelli di santità; Essa è la comunità dei santi, nata dal sangue dei testimoni, i quali, con la loro vita, più che con le parole, portano al mondo la buona notizia: Cristo è Risorto davvero, Alleluia!

“Il più grande pericolo del cristiano: che non dica di no, ma un sì molto tiepido. Questa tiepidezza proprio discredita il cristianesimo. La fede deve divenire in noi fiamma dell’amore, fiamma che realmente accende il mio essere, diventa grande passione del mio essere, e così accende il prossimo. Questo è il modo dell’evangelizzazione: «Accéndat ardor proximos», che la verità diventi in me carità e la carità accenda come fuoco anche l’altro. Solo in questo accendere l’altro attraverso la fiamma della nostra carità, cresce realmente l’evangelizzazione, la presenza del Vangelo, che non è più solo parola, ma realtà vissuta.” (Benedetto XVI - sinodo dei vescovi del 9 Ottobre 2012).
Per voi tutti il mio augurio: la vostra vita sia un sì pieno, come quello di Colei che è “beata perché ha creduto”.

PG

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