Lettere del Rettore

Lettere del Rettore - Buon Natale

Arriva Natale!   Arriva Natale! L’augurio per tutti voi è che possiate vedere Gesù luce che splende nelle tenebre del mondo. E dopo averlo visto essere carichi della Gioia vera e...

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Lettere del Rettore - Petitio e Ministeri

Petitio e Ministeri, cosa sono? Il 24 e il 25 di novembre la comunità del Seminario sarà in festa per le ammissioni agli ordini ed i ministeri. Sono tappe del cammino che può condurre...

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Lettere del Rettore - L'inizio del nuovo anno

Il nuovo anno di seminario che si è ormai aperto da tempo, ci ha traghettati dopo gli esercizi spirituali e le missioni popolari, all’inizio della vita ordinaria con la ripresa delle lezioni...

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Lettere del Rettore - L'anno che sta arrivando, tra un anno passerà

Un proverbio arabo dice: “se devi parlare fa in modo che le tue parole siano migliori del tuo silenzio”.  Diciamo che dando retta a queste parole farei meglio a non parlare…e sono convinto...

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Varie

Iconografia della Madonna della Fiducia - Pt. 2

Un nuovo capitolo: la Fiducia “ritrovata” Fin qui ciò che ci consegna la storia conosciuta dell’immagine della Madonna della Fiducia. Un nuovo capitolo si è aperto quando nel marzo 2013...

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Iconografia della Madonna della Fiducia - Pt. 1

La divina Signora si è degnata di concedermi che ogni anima, che con fiducia si presenterà a questa Immagine, proverà una vera contrizione dei suoi peccati con un vero dolore e pentimento ed...

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#Perdono

#perdono 03 - Scoop a Roma est

#perdono 03 - Scoop a Roma est   Il fatto di cronaca di questo mese che mi ha aiutato a approfondire il tema del perdono non è uscito nelle prime pagine dei giornali e non è uno scoop di...

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#perdono 02 - L'Italia chiamò

#perdono02: L’ITALIA CHIAMÒ? #restaurativejustice #giustiziariparativa La certezza non esaurisce il campo della verità, giacché quest’ultima dice anche una relazione reale tra i termini...

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#perdono 01 - Diventare famiglia attraverso il Perdono

#perdono 01 – Diventare famiglia attraverso il perdono   Gentili lettori, dopo l’introduzione dello scorso maggio, nel primo numero effettivo di questa rubrica incontriamo, nel nostro...

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#Perdono - Introduzione

IN CORDATA VERSO LA VETTA! «Dio perdona, io no». Così il titolo del film spaghetti western del ’67 con Bud Spencer e Terence Hill. E così recita un adagio. Dover perdonare non piace, perché...

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Latte e Biscotti - La Parola a colazione

Latte e Biscotti - 23/01/2019

Un cuore indurito non ha parole Mc 3, 1-6 Dinamica tipica di chi ha la morte nel cuore: non incrociare il volto dell'altro, ma guardare all'altro per trovare ciò che non va per sentirsi...

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Latte e Biscotti - 22/01/2019

Figli o sindacalisti? Mc 2,23-28 Uno dei pericoli più grandi e sempre dietro l'angolo in cui un cristiano può cadere è considerare Dio quasi come il proprio datore di lavoro. Noi svolgiamo...

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Latte e Biscotti - 21/01/2019

Il suo pieno abbandono a lui Mc 2, 18-22 La Parola oggi ci mostra come, a volte, sia necessario cambiare la prospettiva sulle cose, passando dal vecchio al davvero nuovo: così, nel Vangelo,...

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Latte e Biscotti - 19/01/2019

Il rischio pedagogico Mc 2, 13-17 Sarebbe stato tutto più comodo per Dio se ci avesse creato con l'impossibilità di farci male, del tutto chiusi in una campana di vetro. Così, però,...

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Gaudete et Exsultate

Gaudete et Exsultate - Santa Maria di Gesù Crocifisso pt.2

Maryam: La piccola araba I contenuti (una piccola parte) del suo messaggio. Il linguaggio di Maryam, come anche i colloqui con il Signore, sono fatti da una estrema semplicità e vanno diretti al...

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Gaudete et Exsultate - Santa Maria di Gesù Crocifisso pt.1

Maryam: la piccola araba La “piccola araba” è una santa un po’ sconosciuta ma questo non ripaga la sua vita di autentica cristiana alla sequela del Maestro Gesù e il suo messaggio per il...

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Gaudete et Exsultate - Il Santo di Dio

Gesù Cristo, il Santo di Dio Carissimi, auguri di un Santo Natale! Da quasi un anno ormai, la nostra rubrica sta proponendo uomini e donne come modelli di una vita piena e santa; ma i...

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Gaudete et Exsultate - San Luigi Maria Grignon pt.2

Quel «pazzo» del Montfort Per capire ancora meglio la personalità del santo, tralasciando il percorso della sua esistenza che sarebbe molto lungo da riportare, si possono raccontare alcuni...

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Il Quadriportico

Il Quadriportico - Santa Maria Madre del Redentore

Una tenda in periferia Sabato 17 Novembre si è svolta la prima uscita del gruppo, interno al Seminario, dedicato alla visita delle chiese. Siamo partiti dalla modernità della periferia,...

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Il Quadriportico - Memoria, gioia e compimento

Memoria, gioia e compimento - Verso l'Ammissione      “La Chiesa accoglie con gioia il tuo proposito. Dio che ha iniziato in te la sua opera, la porti a...

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Il Quadriportico - Il Giornale e il Vangelo

  Leggendo le notizie sui giornali sulle tante politiche economiche e sociali attuabili in questo periodo di crisi, delle varie flat tax e reddito di cittadinanza, mi è venuta voglia di...

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Il Quadriportico - L'incontro tra Papa Francesco e la diocesi di Roma

Durante la Quaresima, il Vicario Generale del Papa per la Diocesi di Roma, S.E.R. Mons. Angelo De Donatis, aveva invitato tutta la diocesi a riflettere, nelle parrocchie e nelle prefetture, sul tema...

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Il Quadriportico - L'incontro tra Papa Francesco e la diocesi di Roma

Durante la Quaresima, il Vicario Generale del Papa per la Diocesi di Roma, S.E.R. Mons. Angelo De Donatis, aveva invitato tutta la diocesi a riflettere, nelle parrocchie e nelle prefetture, sul tema delle malattie spirituali che affliggono le nostre comunità cristiane evidenziate da Papa Francesco in Evangelii Gaudium. Il confronto nato nelle singole comunità si è concluso lunedì 14 maggio con l’incontro nella Basilica di San Giovanni in Laterano a cui ha partecipato il nostro Vescovo, Papa Francesco, il quale ha dato alla sua Sposa, come ha detto don Angelo, qualche cura alle sue malattie.

L’incontro si è aperto con un momento di preghiera dopo la quale abbiamo ascoltato la sintesi, presentata da don Paolo Asolan, delle malattie spirituali che emergono dalle nostre comunità. Tra le malattie più importanti, don Paolo ha segnalato “una dimensione sociale tutta da ricostruire, un ripiegamento sulla propria comunità, le troppe iniziative pastorali, la mancanza di generatività spirituale, la frenesia e la schiavitù del tempo riempito di cose da fare”. Un vero referto medico che ha evidenziato le mancanze di cui soffre la nostra Chiesa romana.

In un secondo momento sono state rivolte al Papa quattro domande attraverso cui si chiedevano da lui alcune cure per le nostre comunità afflitte da tali malattie. Il Papa ha proposto come primo punto l’importanza dell’andare alla radice delle nostre malattie per poterle estirpare. Non bisogna accontentarsi di soluzioni a metà, ma andare a fondo nei problemi. Il Papa ci ha riportato l’esempio della confessione: tante volte ci sembra di non trovare nient’altro che “le solite cose” nella nostra coscienza. Anche lì è necessario saper scavare dentro, magari con l’aiuto di una guida, per capire in cosa il Signore vuole farci maturare.

 

 

Un altro importante consiglio del Pontefice è allontanare l’ansia delle novità che spesso invade la nostra vita e le nostre attività pastorali e rischia di farci perdere il centro del nostro essere cristiani. L’ansia di inventare cose nuove può portarci ad un efficientismo alienante che alla fine si impone al di sopra dell’attenzione alle persone che frequentano le nostre parrocchie. Se le parrocchie diventassero delle agenzie che devono produrre il più possibile, l’individualismo prenderebbe il posto del nostro essere popolo di Dio. Ecco quindi un’altra attenzione da avere per rimediare alle nostre malattie, in particolare al ripiegamento su sé stessi: uno sguardo aperto alla vita di tutta la comunità che vada oltre la cura dei nostri piccoli gruppi, affinché, con l’armonia donata dallo Spirito Santo, ciascuno con il proprio servizio possa collaborare alla vita della propria comunità, senza dimenticare l’appartenenza alla comunità diocesana, spesso trascurata dalle comunità parrocchiali romane. Insomma, il Papa invita la Chiesa, ancora una volta, ad uscire dal recinto sicuro come il popolo di Israele uscì dall’Egitto abbandonando la propria schiavitù.

Infine, Papa Francesco ha espresso un pensiero sui giovani del nostro tempo: con l’espressione “liberiamoli dalla droga” ha sintetizzato il bisogno urgente di strappare i nostri giovani dalla realtà alienante in cui vivono, di essere per loro esempio dell’autenticità di cui hanno bisogno e che implicitamente chiedono al mondo degli adulti. Il mondo virtuale in cui vivono spesso li stacca dalla realtà, e noi abbiamo la responsabilità di riportarli al mondo reale. In questo compito tanto importante quanto difficile, dice papa Francesco, può aiutare l’educazione alle opere di misericordia, il cui esercizio sicuramente può aprire i nostri ragazzi all’attenzione verso il prossimo e ad una conseguente umanizzazione delle loro relazioni e dei loro stili di vita.

Sicuramente c’è molto lavoro da fare, tanta strada ancora da percorrere ma questo non deve scoraggiarci: il popolo di Israele ha impiegato quaranta anni per raggiungere la Terra Promessa, noi dobbiamo solo metterci in cammino dietro al Signore Gesù e confidare nel sostegno suo e di nostra Madre, Maria.

Colux
 

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