Latte e Biscotti - La Parola a colazione

Latte e Biscotti - 18/10/2018

La missione dei 72 Lc 10, 1-9 Gesù è sincero, estremamente. Non indora la pillola; i discepoli già sanno quello che li aspetterà. Gesù è giusto. Non esclude il fallimento in alcuni casi;...

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Latte e Biscotti - 17/10/2018

Guai a voi Lc 11, 42-46 C’è un richiamo che Gesù rivolge in questo Vangelo. Lo ripete per quattro volte. È come un chiodo, che battuto da un martello, entra nel profondo dell’animo e non...

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Latte e Biscotti - 16/10/2018

I guai de panza Lc 11, 37-41 “Mentre stava parlando, un fariseo lo invitò a pranzo”. Quando la Parola ci risulta incomprensibile, spesso proviamo a renderla commestibile. Alla...

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Latte e Biscotti - 15/10/2018

Il segno di Giona (Lc 11,29-32)   Il segno di Giona è la sua stessa predicazione: egli va' da un popolo che non è il suo e invita alla conversione, girando per tre giorni la città...

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Gaudete et Exsultate

Gaudete et Exsultate - Charles de Foucauld pt. 3

Il chicco caduto in terra: Charles de Foucauld e la nascosta santità quotidiana Per recuperare la seconda parte clicca qui: Gauedete et Exsultate  - Charles de Foucald pt. 2 M. Cosa...

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Gaudete et Exsultate - Charles de Foucauld pt. 2

Il chicco caduto in terra: Charles de Foucauld e la nascosta santità quotidiana Per recuperare la prima parte dell'intervista al Beato Charles de Foucald clicca qui Gaudete et Exsultate -...

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Gaudete et Exsultate - Charles de Foucauld

Il chicco caduto in terra: Charles de Foucauld e la nascosta santità quotidiana   «In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se...

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Gaudete et Exsultate - San Pio da Pietrelcina pt. 3

BUON COMPLEANNO PADRE PIO Il 25 Maggio del 1887 nasceva in un piccolissimo borgo del Meridione d’Italia Francesco Forgione, un grandissimo amico di Dio, passato alla Storia col nome di Padre...

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Lettere del Rettore

Lettere del Rettore - L'inizio del nuovo anno

Il nuovo anno di seminario che si è ormai aperto da tempo, ci ha traghettati dopo gli esercizi spirituali e le missioni popolari, all’inizio della vita ordinaria con la ripresa delle lezioni...

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Lettere del Rettore - L'anno che sta arrivando, tra un anno passerà

Un proverbio arabo dice: “se devi parlare fa in modo che le tue parole siano migliori del tuo silenzio”.  Diciamo che dando retta a queste parole farei meglio a non parlare…e sono convinto...

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S. E. R. Mons. Mani - don Eutizio è tornato a casa

  Riportiamo il saluto di S. E. R. Mons. Mani all'ex Rettore del Seminario Romano Maggiore don Eutizio Fanano Don Eutizio era un prete felice e soprattutto felice di essere prete. L’...

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Lettere del Rettore - Mons. Eutizio Fanano

Oggi non posso non scrivere, perché stamattina alle 8.00 è tornato alla casa del Padre Mons. Eutizio Fanano, il “patriarca” dei rettori del Seminario Romano. È stato rettore in anni difficili,...

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Il Quadriportico

Il Quadriportico - Il Giornale e il Vangelo

  Leggendo le notizie sui giornali sulle tante politiche economiche e sociali attuabili in questo periodo di crisi, delle varie flat tax e reddito di cittadinanza, mi è venuta voglia di...

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Il Quadriportico - L'incontro tra Papa Francesco e la diocesi di Roma

Durante la Quaresima, il Vicario Generale del Papa per la Diocesi di Roma, S.E.R. Mons. Angelo De Donatis, aveva invitato tutta la diocesi a riflettere, nelle parrocchie e nelle prefetture, sul tema...

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Il Quadriportico - Esorcismo e liberazione dal male con p. Libanori

"Ma liberaci dal Male" Mercoledí 9 maggio si é svolto nel nostro seminario il secondo ed ultimo incontro, per quest'anno, del nostro "Mercoledì liturgico". Dopo il primo...

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Il Quadriportico - Il servizio è come il bacio dell'amore

Il Servizio è come il bacio dell'amore   Venerdì 4 maggio. Ore 8.00 (al massimo saranno state le 8.03!). Classico ritrovo alla macchinetta del caffè, cercando di far avviare la...

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#Perdono

#perdono 01 - Diventare famiglia attraverso il Perdono

#perdono 01 – Diventare famiglia attraverso il perdono   Gentili lettori, dopo l’introduzione dello scorso maggio, nel primo numero effettivo di questa rubrica incontriamo, nel nostro...

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#Perdono - Introduzione

IN CORDATA VERSO LA VETTA! «Dio perdona, io no». Così il titolo del film spaghetti western del ’67 con Bud Spencer e Terence Hill. E così recita un adagio. Dover perdonare non piace, perché...

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Varie

Iconografia della Madonna della Fiducia - Pt. 2

Un nuovo capitolo: la Fiducia “ritrovata” Fin qui ciò che ci consegna la storia conosciuta dell’immagine della Madonna della Fiducia. Un nuovo capitolo si è aperto quando nel marzo 2013...

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Iconografia della Madonna della Fiducia - Pt. 1

La divina Signora si è degnata di concedermi che ogni anima, che con fiducia si presenterà a questa Immagine, proverà una vera contrizione dei suoi peccati con un vero dolore e pentimento ed...

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Il Quadriportico - L'incontro tra Papa Francesco e la diocesi di Roma

Durante la Quaresima, il Vicario Generale del Papa per la Diocesi di Roma, S.E.R. Mons. Angelo De Donatis, aveva invitato tutta la diocesi a riflettere, nelle parrocchie e nelle prefetture, sul tema delle malattie spirituali che affliggono le nostre comunità cristiane evidenziate da Papa Francesco in Evangelii Gaudium. Il confronto nato nelle singole comunità si è concluso lunedì 14 maggio con l’incontro nella Basilica di San Giovanni in Laterano a cui ha partecipato il nostro Vescovo, Papa Francesco, il quale ha dato alla sua Sposa, come ha detto don Angelo, qualche cura alle sue malattie.

L’incontro si è aperto con un momento di preghiera dopo la quale abbiamo ascoltato la sintesi, presentata da don Paolo Asolan, delle malattie spirituali che emergono dalle nostre comunità. Tra le malattie più importanti, don Paolo ha segnalato “una dimensione sociale tutta da ricostruire, un ripiegamento sulla propria comunità, le troppe iniziative pastorali, la mancanza di generatività spirituale, la frenesia e la schiavitù del tempo riempito di cose da fare”. Un vero referto medico che ha evidenziato le mancanze di cui soffre la nostra Chiesa romana.

In un secondo momento sono state rivolte al Papa quattro domande attraverso cui si chiedevano da lui alcune cure per le nostre comunità afflitte da tali malattie. Il Papa ha proposto come primo punto l’importanza dell’andare alla radice delle nostre malattie per poterle estirpare. Non bisogna accontentarsi di soluzioni a metà, ma andare a fondo nei problemi. Il Papa ci ha riportato l’esempio della confessione: tante volte ci sembra di non trovare nient’altro che “le solite cose” nella nostra coscienza. Anche lì è necessario saper scavare dentro, magari con l’aiuto di una guida, per capire in cosa il Signore vuole farci maturare.

 

 

Un altro importante consiglio del Pontefice è allontanare l’ansia delle novità che spesso invade la nostra vita e le nostre attività pastorali e rischia di farci perdere il centro del nostro essere cristiani. L’ansia di inventare cose nuove può portarci ad un efficientismo alienante che alla fine si impone al di sopra dell’attenzione alle persone che frequentano le nostre parrocchie. Se le parrocchie diventassero delle agenzie che devono produrre il più possibile, l’individualismo prenderebbe il posto del nostro essere popolo di Dio. Ecco quindi un’altra attenzione da avere per rimediare alle nostre malattie, in particolare al ripiegamento su sé stessi: uno sguardo aperto alla vita di tutta la comunità che vada oltre la cura dei nostri piccoli gruppi, affinché, con l’armonia donata dallo Spirito Santo, ciascuno con il proprio servizio possa collaborare alla vita della propria comunità, senza dimenticare l’appartenenza alla comunità diocesana, spesso trascurata dalle comunità parrocchiali romane. Insomma, il Papa invita la Chiesa, ancora una volta, ad uscire dal recinto sicuro come il popolo di Israele uscì dall’Egitto abbandonando la propria schiavitù.

Infine, Papa Francesco ha espresso un pensiero sui giovani del nostro tempo: con l’espressione “liberiamoli dalla droga” ha sintetizzato il bisogno urgente di strappare i nostri giovani dalla realtà alienante in cui vivono, di essere per loro esempio dell’autenticità di cui hanno bisogno e che implicitamente chiedono al mondo degli adulti. Il mondo virtuale in cui vivono spesso li stacca dalla realtà, e noi abbiamo la responsabilità di riportarli al mondo reale. In questo compito tanto importante quanto difficile, dice papa Francesco, può aiutare l’educazione alle opere di misericordia, il cui esercizio sicuramente può aprire i nostri ragazzi all’attenzione verso il prossimo e ad una conseguente umanizzazione delle loro relazioni e dei loro stili di vita.

Sicuramente c’è molto lavoro da fare, tanta strada ancora da percorrere ma questo non deve scoraggiarci: il popolo di Israele ha impiegato quaranta anni per raggiungere la Terra Promessa, noi dobbiamo solo metterci in cammino dietro al Signore Gesù e confidare nel sostegno suo e di nostra Madre, Maria.

Colux
 

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